L’ateneo, con l’obbligo di conoscenza della lingua italiana, è al secondo posto in Italia per le immatricolazioni di stranieri sul totale degli iscritti.

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SONO SOPRATTUTTO AFRICANI, ORIENTALI E SUDAMERICANI.

ALLA SCUOLA DI LINGUA ITALIANA ISCRITTI IN ARRIVO DA 53 PAESI.

I PIÙ BRAVI sono i camerunensi, che arrivano così preparati da poter saltare il corso, mentre i cinesi sono i più diligenti, perché studiano molto e non contraddicono l’insegnante. Ma la platea degli studenti della Scuola di lingua e cultura italiana dell’ateneo, istituita nel 2011, è ben più varia e conta iscritti da oltre 50 Paesi.
  Non Erasmus, ma giovani che hanno fatto la maturità all’estero e deciso di iscriversi qui all’università o adulti che vogliono ripartire da zero e scelgono di tornare a studiare. Un boom di
iscritti che si rinnova di anno in anno. E che posiziona l’ateneo genovese al secondo posto in Italia per le immatricolazioni degli stranieri sul totale degli iscritti (il 9,16%, certifica l’Anagrafe nazionale degli studenti, un gradino sotto il Politecnico di Torino, che si posiziona al primo posto con il13%).
  «La nostra scuola, obbligatoria e gratuita per chiunque non superi il test d’italiano necessario ad iscriversi ad un corso di laurea, è un modello unico in Italia e l’università ne va fiera»
racconta il professor Francesco De Nicola, che l’ha fondata, nel suo studio di piazza Santa Sabina, ricavato dentro l’ex appartamento di un agente marittimo dov’è rimasta una “misteriosa”
cassaforte. «Quest’anno – calcola – sono 407 gli stranieri che si sono iscritti, oltre il 10% in più dell’anno scorso».
  Ad attirarli è anche la possibilità del permesso di soggiorno garantito per un anno e l’accesso alle borse di studio. Gli studenti vengono da tutto il mondo – 53 i Paesi di provenienza – ma soprattutto da Oriente, Africa e Sudamerica. I cinesi, anche perché per loro esiste un programma ad hoc, il Marco Polo, sono i più numerosi, 91 in tutto, seguiti da tunisini (39) e iraniani (29). Futuri ingegneri e avvocati, in gran parte: il numero maggiore di iscritti lo registra infatti la Scuola politecnica (148), seguita da quella di Scienze sociali, che comprende Giurisprudenza (117), e dalle umanistiche (85), fra cui figura Lingue, il corso scelto dall’iraniana Foozieh Mirderikvand, 31 anni.
  «Sono un ingegnere elettronico, mi sono già laureata nel mio Paese – spiega in un ottimo italiano – ma poi ho seguito mio marito, che fa il dottorato qui, e mi sono innamorata della vostra lingua e dei vostri poeti, su tutti Caproni, Saba e Sbarbaro».
(Da Il Secolo XIX, 16/5/2014).

 




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