L’arabo in classe proprio no

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CANTU’ Il segretario della Lega contro il sindaco del suo partito: «Meglio lezioni di dialetto comasco»

Lezioni di arabo in classe, battaglia nel Carroccio

di Emanuele Caso

Corsi gratuiti di cultura e lingua araba per bambini. Arabi. Succede, con il benestare della giunta leghista di Cantù, nei locali della scuola elementare comunale «Ottavio Marelli», nel cuore della città brianzola. E tanto è bastato per scatenare un mare di polemiche nel Carroccio, con il segretario nonché assessore provinciale alla Cultura ed ex sindaco proprio di Cantù, Edgardo Arosio, che parla di scandalo e minaccia di bloccare in primavera la ricandidatura di Tiziana Sala, sindaco leghista della città del mobile. È stato il direttore didattico della scuola elementare di via Andina, Elio Parodi, ad accogliere lo scorso autunno la richiesta di corsi di arabo da una decina di famiglie tunisine residenti a Cantù. Dopo il via libera della giunta comunale alla concessione dei locali, il direttore didattico della scuola ha individuato un docente qualificato di madrelingua araba, pagato direttamente dal governo tunisino per la missione sociale. Dopo di che sono partite le lezioni vere e proprie. Due ore settimanali, dalle 14 alle 16 di ogni sabato, che oggi vedono coinvolti 25 bambini tra i 6 e i 13 anni. Tutti già in grado di parlare e scrivere in italiano oltre a conoscere usi e costumi tricolori. Meno avvezzi, paradossalmente, a comunicare con papà e mamma nella madrelingua araba e condividere con loro le tradizioni islamiche. E per questo, dunque, tutti spediti a ripetizione di arabo. All’assessore provinciale alla Cultura e segretario provinciale della Lega, Arosio, la notizia è stata riferita qualche giorno fa da alcuni genitori con i figli iscritti alla stessa scuola. E la sua reazione non è stata da meno. «Ciò che accade in via Andina, con il via libera del sindaco Tiziana Sala è di una gravità inaudita – dichiara -. Da leghista e canturino sono furibondo, è intollerabile che i miei concittadini paghino le tasse per finanziare corsi di arabo a bambini arabi. Preferirei che la scuola e il Comune insegnassero a fare la polenta o a parlare il dialetto comasco ai giovani, non la cultura islamica. La ricandidatura di Tiziana Sala a questo punto non è scontata». Irrintracciabile per tutto il giorno il sindaco, di tutt’altro avviso rispetto ad Arosio si è detto l’assessore all’ Istruzione di Cantù, Pasquale Clemente, Forza Italia. «Sono bambini che parlano l’italiano e sono integrati – dice – Ora le loro famiglie vogliono che non perdano l’uso dell’arabo e la conoscenza della loro cultura. Non c’ è nulla di male».

(Dal Corriere della Sera, 7/1/2007).

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2 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

CANTU' Il segretario della Lega contro il sindaco del suo partito: «Meglio lezioni di dialetto comasco»<br /><br />
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Lezioni di arabo in classe, battaglia nel Carroccio<br /><br />
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di Emanuele Caso<br /><br />
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Corsi gratuiti di cultura e lingua araba per bambini. Arabi. Succede, con il benestare della giunta leghista di Cantù, nei locali della scuola elementare comunale «Ottavio Marelli», nel cuore della città brianzola. E tanto è bastato per scatenare un mare di polemiche nel Carroccio, con il segretario nonché assessore provinciale alla Cultura ed ex sindaco proprio di Cantù, Edgardo Arosio, che parla di scandalo e minaccia di bloccare in primavera la ricandidatura di Tiziana Sala, sindaco leghista della città del mobile. È stato il direttore didattico della scuola elementare di via Andina, Elio Parodi, ad accogliere lo scorso autunno la richiesta di corsi di arabo da una decina di famiglie tunisine residenti a Cantù. Dopo il via libera della giunta comunale alla concessione dei locali, il direttore didattico della scuola ha individuato un docente qualificato di madrelingua araba, pagato direttamente dal governo tunisino per la missione sociale. Dopo di che sono partite le lezioni vere e proprie. Due ore settimanali, dalle 14 alle 16 di ogni sabato, che oggi vedono coinvolti 25 bambini tra i 6 e i 13 anni. Tutti già in grado di parlare e scrivere in italiano oltre a conoscere usi e costumi tricolori. Meno avvezzi, paradossalmente, a comunicare con papà e mamma nella madrelingua araba e condividere con loro le tradizioni islamiche. E per questo, dunque, tutti spediti a ripetizione di arabo. All'assessore provinciale alla Cultura e segretario provinciale della Lega, Arosio, la notizia è stata riferita qualche giorno fa da alcuni genitori con i figli iscritti alla stessa scuola. E la sua reazione non è stata da meno. «Ciò che accade in via Andina, con il via libera del sindaco Tiziana Sala è di una gravità inaudita - dichiara -. Da leghista e canturino sono furibondo, è intollerabile che i miei concittadini paghino le tasse per finanziare corsi di arabo a bambini arabi. Preferirei che la scuola e il Comune insegnassero a fare la polenta o a parlare il dialetto comasco ai giovani, non la cultura islamica. La ricandidatura di Tiziana Sala a questo punto non è scontata». Irrintracciabile per tutto il giorno il sindaco, di tutt'altro avviso rispetto ad Arosio si è detto l'assessore all' Istruzione di Cantù, Pasquale Clemente, Forza Italia. «Sono bambini che parlano l'italiano e sono integrati - dice - Ora le loro famiglie vogliono che non perdano l'uso dell'arabo e la conoscenza della loro cultura. Non c' è nulla di male».<br /><br />
(Dal Corriere della Sera, 7/1/2007).<br /><br />
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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

CANTU' Il segretario della Lega contro il sindaco del suo partito: «Meglio lezioni di dialetto comasco»<br /><br />
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Lezioni di arabo in classe, battaglia nel Carroccio<br /><br />
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Corsi gratuiti di cultura e lingua araba per bambini. Arabi. Succede, con il benestare della giunta leghista di Cantù, nei locali della scuola elementare comunale «Ottavio Marelli», nel cuore della città brianzola. E tanto è bastato per scatenare un mare di polemiche nel Carroccio, con il segretario nonché assessore provinciale alla Cultura ed ex sindaco proprio di Cantù, Edgardo Arosio, che parla di scandalo e minaccia di bloccare in primavera la ricandidatura di Tiziana Sala, sindaco leghista della città del mobile. È stato il direttore didattico della scuola elementare di via Andina, Elio Parodi, ad accogliere lo scorso autunno la richiesta di corsi di arabo da una decina di famiglie tunisine residenti a Cantù. Dopo il via libera della giunta comunale alla concessione dei locali, il direttore didattico della scuola ha individuato un docente qualificato di madrelingua araba, pagato direttamente dal governo tunisino per la missione sociale. Dopo di che sono partite le lezioni vere e proprie. Due ore settimanali, dalle 14 alle 16 di ogni sabato, che oggi vedono coinvolti 25 bambini tra i 6 e i 13 anni. Tutti già in grado di parlare e scrivere in italiano oltre a conoscere usi e costumi tricolori. Meno avvezzi, paradossalmente, a comunicare con papà e mamma nella madrelingua araba e condividere con loro le tradizioni islamiche. E per questo, dunque, tutti spediti a ripetizione di arabo. All'assessore provinciale alla Cultura e segretario provinciale della Lega, Arosio, la notizia è stata riferita qualche giorno fa da alcuni genitori con i figli iscritti alla stessa scuola. E la sua reazione non è stata da meno. «Ciò che accade in via Andina, con il via libera del sindaco Tiziana Sala è di una gravità inaudita - dichiara -. Da leghista e canturino sono furibondo, è intollerabile che i miei concittadini paghino le tasse per finanziare corsi di arabo a bambini arabi. Preferirei che la scuola e il Comune insegnassero a fare la polenta o a parlare il dialetto comasco ai giovani, non la cultura islamica. La ricandidatura di Tiziana Sala a questo punto non è scontata». Irrintracciabile per tutto il giorno il sindaco, di tutt'altro avviso rispetto ad Arosio si è detto l'assessore all' Istruzione di Cantù, Pasquale Clemente, Forza Italia. «Sono bambini che parlano l'italiano e sono integrati - dice - Ora le loro famiglie vogliono che non perdano l'uso dell'arabo e la conoscenza della loro cultura. Non c' è nulla di male».<br /><br />
(Dal Corriere della Sera, 7/1/2007).<br /><br />
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