L’apostrofo di Saviano

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L’apostrofo di Saviano

di Roberto Pazzi

Il successo dà alla testa talvolta, è il caso di dirlo leggendo quel che Roberto Saviano ha replicato in due tempi, tweetando da New York. Quando commentando la morte di un coraggioso giornalista russo, Kamalov, ha scritto “Qual è il peso specifico della libertà di stampa?” scrivendo con l’apostrofo “qual’” davanti a “è”. Un potente errore di grammatica che nelle scuole di tutta Italia maestri e professori si affannano ancora a correggere, poveri loro…
La prima reazione del giornalista autore di “Gomorra” è stata simpatica, ha ammesso l’errore scusandosi, difendendo in qualche modo il calore della spontaneità di cui quella svista era garanzia. Poi però l’amplificazione dell’Io, questo orrendo carcere in cui il successo chiude in ceppi anche una bella intelligenza, ha avuto un rigurgito e ha colpito. E ha corretto il tiro, rimangiandosi quel che aveva detto, con tanta semplicità, a botta calda. No, Roberto Saviano non ammetterà l’errore, non tornerà sui suoi passi, in futuro scriverà ancora così, con l’apostrofo come i somari di tutta Italia che però non hanno scritto “Gomorra”. E a peggiorare ancora di più le cose, a garantire che lui da quella posizione di superba altezza che gli consente di fare eccezione alle regole della scrittura, valide per i comuni mortali, ha aggiunto:” Continuerò a scrivere così qual è con l’apostrofo, come facevano Pirandello e Landolfi”.
La cosa mi pare si commenti da sola. Saviano s’insusa, per usare un verso di Dante, fra le cime più alte di Parnaso, fra due autori classici della Letteratura italiana, che qualora abbiano anche da qualche parte scritto a quel modo, hanno lasciato però monumenti tali di Scrittura da far perdonare qualsiasi piccolo svista. Sono al riparo della loro Opera, difesi dalla grandezza indiscutibile di “Sei personaggi in cerca d’autore”, di “Enrico IV”, di “Racconto d’autunno”, “Cancroregina” per nominarle solo alcune. La prova del Tempo, dopo la morte, li ha consacrati fra i grandi, i migliori autori del Novecento. Un po’ presto per lei, caro Roberto Saviano, aspetti ancora un poco, soprattutto lasci dire a noi quanto lei sia grande… Un po’ di modestia e di autoironia non guasta mai, anzi. Proprio i più grandi ne sono ricchi.
(Da La Nazione, 22/12/2011).




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

E il web sorride<br />
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Impazzano su Twitter le reazioni e i commenti dopo che Saviano ha dichiarato fieramente che continuerà a scrivere “qual'è” con l’apostrofo. “Tanto accanimento e per l’apostrofo in più usato da Saviano: Basterebbe che ora lo chiamassero Savianno e tutto si risolverebbe”, scrive Flo. “Saviano scrive qual'è con l’apostrofo. Lui: “ "Sì, è un errore ma la spontaneità è più importante”. Ai ragione”, chiosa invece Satyribook.<br />
(Da La Nazione, 22/12/2011).

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