L’antenato di Twitter

Posted on in Politica e lingue 29 vedi

Aforismi

Da Platone a Twitter, ditelo in poche parole

di Piero degli Antoni

“Generoso, ricordati di fare a te stesso ciò che vorresti fosse fatto ad altri”. Ad aforismi come è questo (di Alessandra Paganardi) è dedicata la “Settimana dell’aforisma” che si conclude oggi a Torino con l’assegnazione del premio “Torino in sintesi”. L’aforisma è un genere letterario misconosciuto ma molto frequentato: al premio, per dire, hanno partecipato ben 14 mila aforisti. Si tratta di una disciplina praticata da un manipolo di eroici cultori riunito appunto attorno all’Associazione italiana per l’aforisma che ha sede a Torino.
Strano mondo, quello degli aforismi. “Dopo Machiavelli e Guicciardini l’Italia ha avuto una straordinaria fioritura nella prima metà del Novecento, con Flaiano, Ceronetti, Longanesi, Pontiggia”, spiega Anna Antolisei presidentessa dell’associazione. “Poi è arrivato il ’68, e con la rivoluzione culturale servivano lunghissime discussioni, c’era bisogno di più parole, e l’aforisma è entrato in sonno. Tutto il resto dell’Europa ci ha sorpassato”. L’Europa, appunto.
Dove ha il massimo rigoglio l’aforisma?
“Fiorisce molto nei Paesi dell’Est, ex Unione Sovietica. Lì c’è una lunga tradizione perché sotto la dittatura l’aforisma, con la sua sintesi, era il miglior veicolo di trasmissione del pensiero, il più semplice e facile da comunicare. Molti aforisti dell’Est mi hanno raccontato che si passavano bigliettini sull’autobus, al bar, ovunque… I libri venivano sequestrati, ma gli aforismi circolavano. un clima di violenza. La tradizione è rimasta, anche perché in molti di quei Paesi resiste comunque un clima di violenza. Un altro Paese molto ricco da questo punto di vista è la Finlandia, dove c’è addirittura una giornata nazionale dell’aforisma. In quella data, per esempio, la metropolitana viene tappezzata di aforismi. Anche i fiamminghi vanno molto forte. Mentre l’Inghilterra, nonostante il tradizionale humour britannico, non produce molto. Dopo Oscar Wilde quasi più niente. La Francia ha avuto La Rochefoucauld e poco altro”.
E l’Italia?
“Esistono due poli principali: Torino ovviamente e poi Bologna. Poco la Toscana, nonostante il proverbiale spirito regionale (ma il vincitore del premio sezione inedito è Piero Buscioni, nato a Firenze e residente a Pistoia, ndr). Bene Roma, e molto bene anche la Sicilia”.
Twitter è l’erede naturale della tradizione aforistica?
“Può essere considerato la versione moderna. Ma la forma classica dell’aforisma è un concetto forte espresso col minimo numero di parole. Su Twitter invece non c’è mai, o molto raramente, un concetto forte. Comunque molti aforisti sono presenti anche su Twitter”. L’aforisma ha naturalmente la sua critica, che l’ha diviso in sottogeneri: ironico, moralista, poetico, sentenziale, battuta, epitaffio.
L’editore?
“La rilevanza è modesta, purtroppo. Molto invece si può trovare sul web. Esistono però medi e piccoli editori dedicati al genere. Il principale è Joker di Novi Ligure, poi si trovano volumi anche il Aragno”. Un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi (Franz Kafka).
(Da La Nazione, 22/10/2012).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.