L’anagrafe di un Paese che cambia

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Cognomi L’anagrafe di un Paese che cambia

E’ l’Italia dei Russo e dei Rossi ma ora irrompe il signor Singh

di Piero Degli Antoni

Dice più una ricerca sulla diffusione dei cognomi in Italia che cento trattati sull’immigrazione. Puoi scoprire per esempio che Russo è il cognome più diffuso a Torino, a Brescia primeggia Singh, a Milano gli Hu sono il doppio dei Brambilla (e Chen è al decimo posto), a Prato Gori è stato sorpassato da Chen, a Imperia il tunisino Fatnassi è inaspettatamente secondo. A realizzare questa risonanza magnetica della carta della carta di identità è stato il professor Enzo Caffarelli, professore di Onomastica all’Università di Tor Vergata. Leggendo le sue analisi si ha l’impressione che la diffusione degli stranieri nel tessuto sociale italiano sia un fenomeno inarrestabile anche se si chiudessero oggi le frontiere.
“E’ lo stesso fenomeno per cui oggi Russo, cognome meridionale, è il primo di Torino. All’inizio, negli anni Sessanta, gli immigrati del Sud erano giovani e per la maggior parte soli. Poi si sono sposati, hanno fatto figli, sono diventati anziani. Oggi al Nord c’è la terza generazionale degli immigrati, il flusso originario si è esaurito, ma le famiglie si sono moltiplicate “da ferme”. Lo stesso si verifica oggi per gli immigrati stranieri. Deve ancora arrivare la terza generazione, non ci sono gli anziani: la percentuale è buonissima, tra il 2 e il 3%. Già oggi Hu è il quarto cognome di Milano: quando avremo anche la terza generazione di immigrati cinesi salirà ancora di più”.
Lei sottolinea la focalizzazione di determinati cognomi, e quindi di gruppi di immigrati.
“C’è una doppia focalizzazione: regionale e del cognome vero e proprio. Così a Brescia il primo cognome è Singh, cingalese. Ma ciò deriva anche dal fatto che per alcune comunità – i cingalesi e i cinesi per esempio – la rosa di cognomi è molto ristretta. Mentre per esempio non troverà un nome rumeno nei primi posti, sebbene i rumeni, dopo i marocchini, siano la seconda comunità più diffusa in Italia. Questo perché i cognomi rumeni sono molto più differenziati”.
Su quali dati si basa la ricerca?
“La precedente, che risaliva al 1999-2000, era basata sugli elenchi telefonici. Riguardava quindi solo gli adulti. Noi abbiamo attinto alle anagrafi dei capoluoghi italiani, che ovviamente comprendono cittadini di tutte le età. Tra quella ricerca e la nostra, quindi, c’è un gap reale di 35-40 anni. Per questo le differenze sono così rilevanti”.
Esiste anche il problema della registrazione all’anagrafe…
“Finché l’immigrato ha la doppia cittadinanza non c’è questione: una convenzione internazionale gli permette di mantenere il cognome. Ma nel momento in cui diventa cittadino italiano possono sorgere dei problemi. Gli indiani-pachistani, per esempio, declinano il cognome al maschile e al femminile, per esempio Singh per i maschi e Kaur per le femmine. Se nasce una figlia, dovrebbero chiamare Singh, che però per loro è una caratteristica maschile!”.
Quali risultati l’hanno sorpresa maggiormente durante la ricerca?
“Be’, non mi sarei aspettato che Russo fosse il primo cognome di Torino. Né l’altezza in classifica dei cognomi cinesi in città come Milano. O ancora che a Brescia Singh fosse il primo cognome superando i Rossi e i Ferrari”.
Quali sono i cognomi più diffusi in Italia?
“Rossi e Russo che derivano da un’unica etimologia. Ma i Rossi appartengono solo all’area del Centro-Nord. Sotto Roma sono rarissimi. Mentre i Russo, con l’immigrazione degli anni Sessanta, sono ormai diffusi in modo omogeneo”.
Si potrebbe dire che la bandiera è formata dal bianco, dal verde e dal Russo. E per quanto riguarda i nomi?
“Giuseppe, Antonio e Giovanni restano i più diffusi, tallonati da Marco e Andrea. Questo in generale. Ma per i nuovi nati le prime scelte sono altre. Fino all’inizio del ‘700 il nome più diffuso in Italia e in Europa era Giovanni. Ma con il Concilio di Trento la Chiesa promosse il nome di Giuseppe, che fino ad allora era considerato troppo ebreo. Da allora, e quindi per tutto il 700, l’800 e anche il 900, il nome Giuseppe è sempre stato il più diffuso”.
(Da La Nazione, 18/4/2012).




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Ecco perché sono i più diffusi<br />
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Rossi e Russo sono i cognomi più diffusi in Italia. Qual è l’etimologia? Pressoché identica: “Russo è la forma meridionale, perché al Sud (come la Liguria e in Piemonte) il cognome si declina al singolare, nelle altre regioni al plurale”, spiega il professor Caffarelli. “Perché il rosso? Perché nei soprannomi si tende a sottolineare la devianza della norma. I rossi di barba e di capelli erano devianti rispetto alla norma, ed ecco che venivano chiamati così. Infatti i Rossi e i Russo sono molto più numerosi dei Biondo o dei Bruni. Il cognome fotografa sempre una differenza: vale per i Sordi, i Muti, gli Zoppi”. Ed ecco che una minoranza di “rossi” è diventata il gruppo più numeroso di italiani.<br />
(Da La Nazione, 18/4/2012).

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