L’accordo per l’insegnamento dell’italiano in Albania

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IL SOTTOSEGRETARIO MANTICA
L’accordo per l’insegnamento dell’italiano in Albania
Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha incontrato in Croazia la comunità italiana
06/02/2011
ROMA – Venerdì il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha incontrato in Croazia la comunità italiana. Per saperne di più su questo viaggio, sull’accordo per la promozione della lingua italiana in Albania e sull’iter della riforma di Comites e Cgie, proponiamo la pubblicazione di alcune domande dirette al sottosegretario, al margine della presentazione del rapporto “Transatlantic Trends: Immigration 2010”.
Quali sono le finalità e gli obiettivi del suo viaggio in Croazia?
Il viaggio, realizzato in accordo con le autorità regionali e locali di Istria e della regione di Fiume, è stato organizzato per incontrare la comunità italiana in Croazia. Parteciperò infatti all’inaugurazione del restauro del Liceo italiano di Fiume. Lo scopo del viaggio è quello di rilanciare la collaborazione dell’Italia con la minoranza italiana e assieme di ripresentarla ad una Croazia che si avvicinando all’Europa per diventare uno Stato membro dell’Unione Europea.
Lei ha recentemente siglato con il ministero albanese dell’Educazione un’intesa che prevede l’insegnamento dell’italiano nelle scuole. Cosa ci può dire in proposito?
Abbiamo realizzato un accordo che potremo definire innovativo in quanto per la prima volta è stata posta in essere un intesa con un paese che accetta un bilinguismo in cui la seconda lingua, dopo la nazionale, è quella italiana. Questo avverrà in una decina di licei albanesi, ma per quasi 50.000 studenti. Mi sembra dunque che stiamo costruendo le radici di un pianeta italofono.
A pochi giorni dalla riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, può fare il punto sullo stato dell’iter della riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero in discussione al Senato?
Vedrò il Comitato di Presidenza del Cgie lunedì prossimo. Per quanto riguarda la riforma degli organi di rappresentanza dei nostri connazionali all’estero, al momento il disegno di legge è all’esame della Commissione Bilancio. Spero che finisca rapidamente la discussione sul decreto milleproroghe perché l’impegno è quello di ottenere al più presto il parere, che sarà certamente positivo, della Commissione Bilancio e di riprendere, entro 10 o 15 giorni, il dialogo sulla riforma di Comites e Cgie.
//La Voce d´Italia




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