La z sdoganata

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De Mauro

E il linguista sdogana la “z” di De Mita

Per molti imitatori, è stata una benedizione. Soprattutto quando Ciriaco De Mita era presidente del Consiglio: quella “z” irpina rendeva più particolare il personaggio. Ma invogliava anche a far battute su di lui. O a definirlo, come fece l’Avvocato, “un tipico intellettuale della Magna Grecia”. Ebbene, da oggi la sua “z” è stata sdoganata. Da Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica istruzione. Nel suo libro di ricordi “Parole di giorni lontani” (Il Mulino) il linguista, nato a Torre Annunziata, riabilita infatti il suo modo di parlare. Racconta al “Corriere del Mezzogiorno”: “I ben parlanti, come mio padre e De Mita, dicono certe parole come nazione o pozione o paziente con una pronunzia che impressiona gli incompetenti e viene confusa con le sonorizzazioni indebite in cui possono cadere i napoletani”.

(Dal Corriere della Sera, 22/2/2006).

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