La Vallée vuole l’Europa e pensa alla maxi-alleanza

Posted on in Europa e oltre 25 vedi

La Vallée vuole l’Europa e pensa alla maxi-alleanza

L’Union apre alle opposizioni per portare i voti su un candidato

di DANIELE MAMMOLITI

La piccola Valle d’Aosta vuole entrare nel prossimo Parlamento Europeo. E per ottenere il risultato sperato prende quota l’idea di una
maxi-alleanza tra forze politiche oggi avversarie. Sarebbe il connubio tra il diavolo e l’acqua santa (sapendo che ognuno vuole essere l’acqua santa) visto che i movimenti dell’area autonomista in Valle d’Aosta sommano tra loro un consenso che arriva all’80 per cento ma sono frastagliati in almeno cinque sigle, alcune delle quali nate da scissioni e separate da divergenze politiche e rancori sedimentati negli anni..

Il problema valdostano è legato alla legge elettorale per le Europee, che divide la Penisola in cinque circoscrizioni e inserisce la più piccola regione italiana nel calderone della circoscrizione Nord-Ovest con le popolose Piemonte, Liguria e Lombardia. Difficile, con in numeri della Vallée (meno di 120 mila abitanti) spuntare un eletto, a meno di giocare con le regole delle elezioni europee che consentono apparentamenti con liste nazionali (ma l’esperimento è già fallito una volta) oppure tentare la strada di un candidato unico su cui convogliare il consenso di tutti gli elettori della regione. Ipotesi, quest’ultima, salita alla ribalta sabato durante il congresso dell’Union Valdôtaine, ovvero il movimento autonomista storico e tuttora più rappresentativo (alle ultime elezioni regionali, pur in calo, è stata votata da un valdostano su tre) e condivisa dai suoi attuali alleati, cioè la Stella Alpina.

La difficoltà sta ora nel trovare un accordo con chi, in Regione, sta all’opposizione. Le prime reazioni sono diffidenti ma nessuno vuole chiudere la porta in faccia. «Il segnale arrivato – dice Alessia Favre, presidente di quell’Uvp nata lo scorso anno da una dolorosa scissione dell’Uv – è senz’altro interessante, non si può negare. Il fatto che si voglia mettere al centro un obiettivo concreto nell’interesse dei valdostani è positivo. Certo non si può far finta di non ricordare che finora il dialogo reciproco è stato nullo». Favre poi sottolinea: «Se la logica è quella dell’inciucio noi non ci staremo. Le difficoltà sono tante, a partire dal trovare una figura che possa soddisfare tutti. Comunque parliamone pure». Interesse anche in Alpe, altra sigla autonomista, il cui presidente Piero Floris commenta: «Vediamo se si potrà concretizzare qualcosa. Se certi metodi della maggioranza cambiano si può discutere, magari coinvolgendo il Pd che in uno scenario del genere sarebbe fondamentale. Resta il nodo sull’eventuale candidato. E dubito che un politico o un ex politico possa trovare un consenso trasversale. Forse è il caso di pensare a qualcuno che ha dimostrato il suo valore fuori dai suoi confini nazionali, tipo un Oscar Farinetti valdostano».
(Da lastampa.it, 11/11/2013).

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.