LA UE: RITORNA IL PROTEZIONISMO

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LA UE: RITORNA IL PROTEZIONISMO

Adriana Cerretelli (Il Sole 24 Ore)
BRUXELLES. Dal nostro inviato

Non è passata una settimana
dall`insediamento della nuova
amministrazione Obama e già si
avvertono i segnali di nuove guerre
commerciali tra Europa e Stati
Uniti. Acque minerali, acciaio,
polli i possibili terreni di scontri
annunciati. Ne hanno discusso
domenica sera a Bruxelles i27 ministri
Ue del Commercio estero
con un minaccioso convitato di
pietra: il protezionismo, che rischia
di diventare la risposta diffusa
alla grande crisi che ha colpito
l`economia globale. La minaccia
non arriva soltanto dall`America
a grande maggioranza democra~iica
in Congresso. Serpeggia un po`
ovunque, come hanno denunciato
iministri a Bruxelles. C`è il Brasile
che ha aumentato i dazi su tessili
e scarpe, la Russia che gioca
senza scrupoli con le forniture di
energia e si diletta a moltiplicare
gli ostacoli non tariffari per le
merci europee.
Nell`immediato, comunque, a
occupare la ribalta sono gli americani.
Cominciamo dall`acciaio, il
prodotto-simbolo di croniche
tensioni curo-americane. Nel corso
dell`esame in Congresso del
pacchetto anti-crisi presentato
dal nuovo presidente è comparso
questo emendamento: tutto l`acciaio
utilizzato per costruire le infrastrutture
finanziate con fondi
pubblici dovrà essere prodotto
negliUsa.Inbase alla cultura consolidata
nel Buy American Act
che da sempre, con momenti di
maggior o minor militanza, informa
la politica degli acquisti e degli
appalti pubblici.,
«Sarebbe una violazione delle
norme internazionali sugli appalti
in vigore tra i Paesi membri della
Wto» ha denunciato il ministro
Adolfo Urso. Che teme che i vari
piani economici anti-crisi possano
diventare il veicolo occulto di

una micidiale ondata protezionistica.
Anche per questo i ministri
puntano a creare un Osservatorio
Ue ad hoc per bloccare sul nascere
i provvedimenti di rilancio
inquinati da concorrenza sleale e
norme doganali scorrette.
Catherine Ashton, il commissario
Ue al Commercio, promette
ricorsi a Ginevra c a fine febbraio
sarà a Washington per incontrare
tutti gli uomini di Obama.
Bruxelles spera che per allora sarà
sparito il famigerato emendamento,
anche perché i repubblicani
sono contrari. Altro fronte bollente,
le acque minerali italiane
con la prospettiva di dazi Usa
all`import del ioo% e un danno
per oltre 70 milioni di curo, per ritorsione
nell`ambito dell`annosa
vertenza sugli ormoni. «Nessuno
nega la legittimità delle misure.
Si contesta la loro applicazione
illegale con un carosello che
ne fa un uso discriminatorio» dice
Urso. L`anno scorso nel mirino
erano i succhi di pomodoro
(5o milioni di curo); nel20o9 entrano
a sorpresa le acque minerali,
una ritorsione più pesante che
ne vale quasi 75, tutti a carico
dell`Italia, mentre per esempio
non compare nessun prodotto inglese.
«Il diritto alla rappresaglia
è legittimo ma contro l`Europa
non i suoi singoli Paesi a discrezione».
Argomentazioni fondate
se è vero che dietro le quinte Bruxelles
sta preparando contro-misure
punitive per gli Usa qualora
non ci ripensassero.

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