La Ue: forte recessione in Italia. La crisi tocca anche la Germania

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Peggiorano le previsioni di Bruxelles su tutta la zona euro.

Bassa crescita e «rallentamento del consolidamento di bilancio» dopo il 2013: la Commissione europea
ieri ha lanciato un doppio allarme sull'Italia, mentre le previsioni economiche peggiorano per tutta la zona euro e le strade di Atene sono di nuovo in fiamme. In serata il Parlamento greco doveva adottare, per pochissimi voti, il nuovo pacchetto di austerità necessario a ottenere la prossima tranche di aiuti finanziari. Le misure da 13,5 miliardi «sono le ultime», ha promesso il premier Antonois Samaras, nel momento in cui a piazza Syntagma era in corso una battaglia a colpi di molotov e lacrimogeni. In Grecia «tutti devono fare la loro parte: l'Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e il parlamento greco», ha detto il commissario agli Affari economici, Olli Rehn, fiducioso che, dopo il via libera di Atene, l'Eurogruppo della prossima settimana possa raggiungere un accordo sui 31,5 miliardi di aiuti necessari a evitare la bancarotta. Ma il commissario ha ammesso che la zona euro e il FMI Stanno ancora lavorando per superare le divergenze sulla sostenibilità del debito greco.

Nel prossimo biennio la zona euro navigherà in «acque agitate», ha spiegato Rehn, presentando le previsioni economiche d'autunno della Commissione. Per l'Italia, le stime indicano una recessione del
2,3% nel 2012 e dello 0,5% nel 2013. Dalla seconda metà del prossimo anno, l'economia tornerà a crescere «ma a un ritmo molto sommesso», dicono i servizi della Commissione. Il debito pubblico è destinato a salire fino al 127,6% del Pil, prima di iniziare a calare. Il deficit nominale dovrebbe scendere al 2,9% quest'anno e al 2,1% il prossimo. Ma per Bruxelles conta il disavanzo strutturale e, con lo 0,4%, nel 2013 l'Italia sarà vicina al pareggio di bilancio. Tuttavia, «a politiche invariate», il deficit strutturale tornerà a salire allo 0,8%, ha avvertito Rehn. La Legge di stabilità presentata dal governo Monti «implica un ritmo lento di riduzione del debito pubblico» e «questo è motivo di preoccupazione soprattutto nel contesto di una prospettiva di crescita lenta», ha detto Rehn: «È importante che l'Italia faccia sforzi anche oltre il 2013». Anche perché la disoccupazione è prevista in peggioramento fino a toccare la punta record del 12% nel 2014

Secondo Bruxelles, l'economia della zona euro nel suo complesso subirà una contrazione dello 0,3% nel 2012, per tornare lentamente a crescere dello 0,1% nel 2013. La crisi si sta facendo sentire anche in Germania, ha avvertito il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi: la Germania «è stata a lungo isolata dalle difficoltà presenti nel resto dell'area Euro», ma «è un paese con un'economia integrata e aperta, quindi non desta meraviglia il fatto che il rallentamento nel resto della zona euro abbia causato un impatto». Draghi ha ricordato che «il commercio interno all'area euro, riguarda circa il 40% del Pil tedesco», mentre «circa il 65% degli investimenti diretti stranieri in Germania proviene dai paesi della zona euro». Per questo, ha aggiunto Draghi, è interesse anche di Berlino «assicurare la stabilità» di tutta l'Eurozona.

Dalla Grecia alla Spagna, passando per la Francia, le previsioni economiche della Commissione mostrano un quadro negativo, con paesi in recessione e in stagnazione e obiettivi di deficit mancati. «L'Europa sta attraversando un difficile processo di riequilibrio macroeconomico, che durerà ancora per un po`», ha spiegato Rehn. Ma la politica di austerità non è rimessa in discussione. «L'Europa deve continuare a combinare politiche di bilancio sane con riforme strutturali per creare le condizioni di una crescita sostenibile», ha detto Rehn. Sulla stessa linea, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che in un confronto con l'Europarlamento ha ribadito la necessità di riforme e tagli salariali per rilanciare la competitività. «C'è chi dice "facciamo solo gli Eurobond". Io dico che questo non va bene a livello strutturale». Per la cancelliera, «non dobbiamo avere timore di cambiare» il Trattato, per permettere alle istituzioni europee di «intervenire» sulla politica economica e fiscale decisa dai parlamenti nazionali.

(Da: Il Messaggero, 08/11/2012)




1 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

[justify]<strong>Ue, in Italia la ripresa sarà tiepida. Allarme disoccupazione nel 2013-14<br />
Bruxelles taglia stime Pil, nel 2012 si contrarrà del 2,3% e nel 2013 dello 0,5%<br />
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BRUXELLES - Allarme di Bruxelles sul quadro economico dell'Italia: dopo la "profonda recessione" del 2012, si vedrà una "ripresa tiepida" nel 2013-2014 a causa di "incertezza e condizioni creditizie difficili". Secondo le previsioni per i 27 paesi dell'Ue rese note oggi dalla Commissione, l'attività economica riprenderà nella seconda metà del 2013 ma a un "ritmo molto contenuto". <br />
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Il tasso di disoccupazione in Italia, dopo aver raggiunto il 10,6% quest'anno, continuerà a salire raggiungendo picchi record dell'11,5% nel 2013 e dell'11,8% nel 2014. Un trend, questo, dovuto al maggior numero di persone in cerca di lavoro per la crisi e agli effetti della riforma delle pensioni.<br />
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Riviste al ribasso anche le previsioni Ue sulla crescita dell'Italia: quest'anno il pil si contrarrà del 2,3%, nel 2013 dello 0,5% e ritornerà in territorio positivo con +0,8% solo nel 2014, assumendo che le politiche restino invariate. Il governo ha previsto -2,4% per il 2012, -0,2% nel 2013 e +1,1% nel 2014. E, questo tasso di crescita "rallentato" dell'Italia, rappresenta una preoccupazione per la Commissione Europea, come ha detto il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn. Il quale ha sottolineato l'importanza che l'Italia "prosegua lo sforzo di consolidamento di bilancio al di là del 2013".<br />
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La Ue e la zona euro dovranno aspettare fino al 2014 per una "più forte e anche meglio distribuita espansione" economica. E' quanto prevede la Commissione Ue per la quale il Pil 2014 della Ue-27 salirà a +1,6% e quello della zona dell'euro a +1,4%. "Frutto" delle riforme strutturali e delle politiche fatte.<br />
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L'Italia raggiungerà una posizione "vicino al pareggio" strutturale nel 2013, ma a politiche invariate devierà già nel 2014. Secondo le stime Ue, l'avanzo primario supererà il 5% nel 2013 e si stabilizzerà al 3,7% nel 2014. Il consolidamento fiscale potrebbe continuare quindi per l'Ue 'solo fino al 2013'.<br />
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Le previsioni Ue sono negative anche sul debito italiano, che quest'anno schizza al 126,5%, aumenterà ancora al 127,6% nel 2013 e ricomincerà a scendere lentamente nel 2014 al 126,5%. Il governo ha previsto un rapporto debito/pil rispettivamente del 126,4% nel 2012, del 127,1% nel 2013 e del 125,1% nel 2014.<br />
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Bruxelles, comunque, ha rivisto al ribasso anche le previsioni della crescita del Pil dell'Eurozona a -0,4% nel 2012 contro lo -0,3% di maggio, lasciando invariata la stima per il 2013 a +0,1%. Più forte il ribasso per le previsioni della Ue-27: -0,3% nel 2012 (era 0,0%) e +0,4% nel 2013 contro il +1,3% previsto a primavera.<br />
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(Da ansa.it, 08/11/2012)[/justify]

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