La UE accelera sul brevetto

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Il Sole 24 Ore, pag. 27
Procedure. Iter al via il 14 dicembre

La Ue accelera sul brevetto

Adriana Cerretelli

BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
Non c`è stato niente da fare. Francia e Germania volevano far partire il brevetto europeo alle loro condizioni, cioè blindandone il trilinguismo (le loro lingue insieme all`inglese), e ci sono regolarmente riuscite. Peggio, l`hanno fatto con il concorso attivo del teorico arbitro della partita, il commissario francese competente Michel Barnier che, smentendo il suo conclamato europeismo, questa volta ha messo persino da parte il ruolo di guardiano dell`interesse generale Ue per tutelare gli interessi nazionali di alcuni. Tra cui quello del suo paese.

Constatata la richiesta ufficiale di 10 paesi di procedere alla cooperazione rafforzata in assenza
del richiesto consenso unanime, constatata l`assenza di obiezioni rilevanti dagli altri paesi eccetto Italia e Spagna e qualche dubbio di Repubblica Ceca e Cipro, i ministri Ue della Competitività ieri hanno deciso di rompere gli indugi dopo 20 anni.

Preso da una frenesia decisionista davvero inedita di questi tempi alla Commissione, Barnier ha
subito annunciato che presenterà la proposta per mettere in moto l`iter procedurale già martedì
prossimo 14, appena tre giorni dopo la ministeriale.

Second Barnier il brevetto Ue vedrà la luce nel 2011. Cioè in 12 mesi contro i 18 che ci sono voluti per la cooperazione rafforzata nei divorzi transeuropei.

«La battaglia non si conclude qui. Come tutte le battaglie va giudicata alla fine. Io resto fiducioso» ha commentato a fine riunione Alfredo Mantica, il sottosegretario agli Esteri che insieme al collega spagnolo ieri ha fatto mettere a verbale una dichiarazione dove si mettono i puntini sulle "i". Primo, si contesta la presidenza di turno belga quando afferma che non esistevano più margini di negoziato, in pratica si dice che non ci sono le condizioni previste dal Trattato per far partire la cooperazione rafforzata. Poi si conferma la volontà di continuare a negoziare.
In fine ci si riserva di adire tutte le previste vie legali «per preservare valori e obiettivi dell`Unione nel suo insieme» .

L`iter legislativo richiederà mesi.
Per metà gennaio è atteso il parere della Corte di Giustizia Ue sulla giurisdizione sul brevetto che richiederà un negoziato per conciliarla con quella dell`Ufficio di Monaco.
Con un accordo unanime e ratifica dei 27 parlamenti nazionali.
La proposta Barnier dovrà nel frattempo superare l`esame dell`europarlamento e poi tornare
ai ministri che dovranno approvarla a maggioranza qualificata.

Nelle more del processo Italia e Spagna contano di riuscire a far valere le proprie ragioni. Contro una decisione discriminatoria per le imprese che operano nel mercato unico, presa in nome di una logica egemonica che passa anche per la decretata supremazia linguistica.
Poco male, al limite, se questo non penalizzasse con costi aggiuntivi le imprese che non appartengono all`area trilingue.

«Come si fa a parlare di equivalenza quando le imprese inglesi, francesi e tedesche avranno tradotti nella loro lingua tutti i brevetti Ue al 100%" mentre le altre solo quelli presentati nella propria lingua?» ha chiesto il ministro spagnolo a Barnier. Che ha risposto, olimpico: ci sarà presto per tutti il supporto delle traduzioni automatiche.
Peccato che sia l`ennesima affermazione truccata: il sistema è tutto da creare con Google, contattata e finanziata per farlo. Quando?
Chissà.




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