La trimurti della riforma Moratti

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Le tre « I » della riforma Moratti

Basta America, almeno a scuola

Ai ragazzi bisogna insegnare bene ad “essere” persone e non solo a “produrre”

di Roberto Pazzi

“Informatica, impresa, inglese”, la trimurti del programma governativo in materia di riforma della scuola impone una leva in massa al culto di questa trinità. Sia consentito esprimere qualche dubbio. Viene da chi è nato e si è educato in una società diversa dalla odierna, nella quale ha svolto un lavoro di insegnante di scuola superiore, prima di mutarlo in quello di scrittore a tempo pieno. L’ossessione di questa riforma sembra, almeno da quel che se ne capisce, nata dall’urgenza di trasformare totalmente i nostri figli in uomini del fare, negando loro la possibilità dell’essere. Un fantasma si aggira per l’Italia, la sua svelta americanizzazione. Il modello di questa umanità in corsa a produrre, chiamata a consumare, senza mai fermarsi, è là, oltre Oceano. Tutto da qualche tempo scimmiotta il costume degli Usa, dal bipolare stile della politica divenuta un grande spettacolo televisivo, alle mode giovanili, in una musica sempre più assorbita dalla cultura americana, tanto che i nostri ragazzi cantano in una lingua che non capiscono e parlano in una lingua che non cantano. Della guerra fra dollaro ed euro parlano già abbastanza i giornali economici, ma è guerra fittizia, in realtà un’orchestrata subordinazione che lega – in perpetua dipendenza dal 1945 – un’Europa salvata dagli Usa da Hitler, all’abbraccio del suo salvatore. Inorridisco a sentire che “i bambini impareranno mangiando a scuola all’inglese”, sogno ancora che i nostri bambini imparino a scuola la parola più poetica “pane”, in italiano. C’è qualcosa di malsano nella prospettiva di colonizzare il Bel Paese considerandolo una provincia ottentotta da riconvertire all’informatica. Se sparisce il pallottoliere, cari signori della riforma, sparisce anche la capacità di far di conto quando si rompe il computer. In banca, m’è capitato più volte, ho dovuto fare io la somma e la divisione, il giovane operatore bancario non ne era più capace. E’ lo stesso tormento sull’eurostar, quando il superveloce treno si ferma per un guasto tecnico; proprio poche settimane fa è successo ancora fra Firenze e Bologna. La gente implorava una maniglia, una vecchia, umile maniglia a mano, per aprire una porta, per aprire una finestra e respirare l’aria che il Signore ci ha dato. E pensare che i figli più giovani del presidente del Consiglio frequentano la scuola steineriana, dove tv e computer sono proibiti, non aiuta a capire perché i nostri debbano invece studiare meno storia e più informatica.

(Da La Nazione, 6/4/2004).

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