la trimestrale e le ragioni dell’ UE

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LA REPUBBLICA 12.05.2004 P. 33
LA TRIMESTRALE E LE RAGIONI DELLA UE
RICCARDO FAINI

Dopo una lunga attesa, il ministro dell'Economia ha finalmente diffuso la Relazione trimestrale di cassa e l'Aggiornamento della relazione previsionale e programmatica. E' un ritardo senzaprecedenti, forse attribuibile all' esigenza di rivedere radicalmente le previsioni della nostra economia. Quali sono quindi le novità dei due documenti? Non molte in verità e non del tutto rassicuranti. Vediamole.In primo luogo, l'esecutivo prende atto che, ancora una volta, il tasso di crescita dell'economia si situerà ben al disotto delle previsioni ufficiali di soli pochi mesi prima. Il programma di stabilità prevedeva una crescita dell'1,9%, l'Aggiornamento ridimensiona questo dato all' 1,2% . Ma anche questa cifra rischia di rivelarsi troppo ottimistica, nellamisura in cui assume una sostanziale e improbabile accelerazione nella seconda parte dell'anno. In secondo luogo, il rapporto fra debito e Pii rimane attestato al 105,9% in modestissima discesa (tre decimi di punto) rispetto al dato del 2003, malgrado il fatto che nella Trimestrale siano stati preventivati ben 21 miliardi di euro di entrate da privatizzazioni. A pesare sulla dinamica del debito è la divaricazione tra indebitamento e fabbisogno, alimetata da manovre contabili che tendono ad alleggerire il primo a spese però del secondo. Per contenere la corsa del debito, due anni fa l'esecutivo fece ricorso allo swap di titoli con la Banca d'Italia, l'anno scorso utilizzò la Cassa depositi e prestiti per una finta privatizzazione. E quest'anno? In terzo luogo, il disavanzo stimato dal ministero si situa pericolosamente vicino alla soglia del 3%. Anche uno sfondamento di pochi milioni sarebbe sufficiente per superare la soglia di Maastricht. Soprattutto, però, la previsione della Trimestrale sconta molte ipotesi ottimistiche tra cui il pieno gettito di condoni e concordati (finora del tutto insoddisfacente), un contenimento estremo dei contratti pubblici degli enti territoriali (di difficile realizzazione e che andrebbe in ogni caso a scaricarsi sui bilanci futuri), lo scorporo dell'Anas dalla pubblica amministrazione (una manovra che vale più di due miliardi ma che rischia di essere bocciata da Eurostat), l'applicazione del decreto taglia spese (sulla cui efficacia è lecito dubitare) e una valutazione estremamente ottimista (circa 9 miliardi) del piano di dismissioni immobiliari (nonostante le difficoltà di Scip2). Una stima più prudenziale collocherebbe invece l'indebitamento intorno al 4% del Pii, malgrado il contributo delle misure una tantum. In sintesi, anche la Trimestrale riconosce che le condizioni della finanza pubblica sono preoccupanti. Stupisce allora che, solo qualche settimana fa, il governo abbia reagito in maniera così vemente alle previsioni della Commissione Ue che per il 2004 stimavano la crescita all'1,2%, il disavanzo al 3,2% del Pil e il rapporto debito Pil al 106%. L'unica (modesta, poco più di due decimi di punto) differenza con le stime della Trimestrale riguarda il dato sull'indebitamento, a riflesso del fatto che le proiezioni della Commissione scontavano una minore entrata dalle dismissioni di immobili (sovrastimate come abbiamo visto nella Trimestrale) e soprattutto assumevano prudenzialmente che non si potesse scorporare l'Anas dal bilancio pubblico. Oggi, a qualche settimana di distanza, scopriamo che i dati programmatici del ministro dell'Economia sono sostanzialmente in linea con quelli della Commissione. E' forse questo uno dei motivi del ritardo della pubblicazione della Trimestrale? Ma allora aveva proprio ragione Solbes?

RICCARDO FAINI
Docente di politica economica al'Università di Tor Vergata di Roma.
La versione integrale è disponibile su www.lavoce. info

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