LA SVOLTA Il premier spiega il rientro immediato delle truppe in Iraq

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LA SVOLTA Il premier spiega il rientro immediato delle truppe in Iraq «Un uomo del governo Usa ci ha detto: “Immaginereste 130 mila soldati americani agli ordini dell'Onu?”»
«L'America terra il comando
Ecco perché ho deciso il ritiro»
Intervista a Zapatero: «Ci siamo riallineati a Francia e Germania
Così Madrid potra avere un posto nel motore dell'Unione europea»
Presidente José Luis Rodrfguez Zapatero, che cosa ha pensato pronunciando il giuramento come nuovo capo del governo spagnolo?
«In quel momento avevo due idee nella testa. Un sentimento di responsabilita. E poi una grande passione, voglia di cominciare a fare cose».
Il giorno in cui lascera questa casa in cui e appena arrivato, che epitaffio politi-co vorrebbe avere?
«Mi piacerebbe che si dicesse di me che non sono cambiato come persona. Credo sia quello che la gente mi chiede di piu».
E che epitaffio politico scriverebbe per i1 suo predecessore, José Maria Aznar?
«Che non ha avuto un buon carattere. Credo che se avesse avuto un altro carattere e un altro modo di fare non avrebbe preso molte delle decisioni che ha preso e alla fine il suo mandato sarebbe stato mol-to migliore».
Nel suo discorso di investitura, pero, Lei ha detto che durante gli anni di Aznar sono state attuate politiche positive per la Spagna. A che cosa si riferiva?
«Soprattutto al periodo della crescita economica, della creazione di nuovi posti di lavoro».
Non pensa di non aver rispetta-to la sua promes-sa sulle truppe in Iraq con la decisione di non aspet-tare fino al 30 giugno, di non cercare di promuovere una nuova risolu-zione del Consiglio di Sicurezza per il trasferimento di potere all' Onu?
«Un anno fa chiesi che le trup-pe non fossero in-viate in Iraq. Dopo l'uccisione dei nostri nove agenti dei servizi segreti dissi a Aznar che ero disposto a che le truppe rimanessero se fosse inter
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• LE ORIGINI José Luis Rodríguez Zapatero e nato nel 1960 a Valladolid. Sposato, due figlie
• GLI STUDI Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato Diritto all'Universita
• LA POLITICA E' iscritto al Psoe d21l'eta di 16 anni. Segretario del partito dal 2000
venuta l'Onu. Da «I promotori della guerra in Iraq, partiti quel momento fino alla campagna eletto- da un errore iniziale, adesso hanno devia-rale non c'e stato nessun movimento. Dal to verso un discorso con poco fondamen-giorno delle elezioni, il 14 marzo, ho avuto to. La guerra in Iraq e stata fatta per cer-uninfinita di riunioni, contatti e conversa- care le armi di distruzione di massa di zioni, anche con Colin Powell e Tony Blaer Saddam Hussein. Perché adesso discutiamo. Abbiamo raccolto una frase di un alto terrorismo? Le armi non sono com-funzionario americano che dice testual parse. Tutti i servizi di intelligente allora mente: 'Lei si immagina che 130.000 solda- dissero con chiarezza che il regime orribi-ti americani siano comandati da una per- le di Saddam non aveva nessun legame sona che non sia un generale america- con il terrorismo… Adesso son dovuti an-no?”». dare verso il grande inganno del terrori-
A chi e stata detta? smo. Non va bene. Credo che quello che
«Al ministro della Difesa José Bono. ha fatto il governo spagnolo meriti un'at-Era evidente che non c'era nessuna possi- tenzione che va oltre il rispetto degli impe-bilita che l'Onu prendesse il controllo. In gni elettorali. In un doppio senso. Primo, questo scenario non aveva assolutamen- non puo esserci un ordine mondiale né un' te senso rimanere in una falsa attesa, creazione bellica che non sia compresa dalla ando incertezza tra le nostre truppe e popolazione. Secondo, non si puo combat-qui tra i nostri alleati… Dopo aver ottenu- tere il terrorismo internazionale con i me-to in qualita di presidente del governo tut- todi della guerra convenzionale. Cos^ si ti i ragguagli e le garanzie di sicurezza, ho apre solo un'altra porta al radicalismo…». preso la decisione che l'operazione di rien- Che-sensazione ha avuto dalla conver-tro si poteva annunciare. Per questo lune- sazione con il presidente Bush su questo d^ e non domenica, in questo stesso uffi- tema?
cio, ho dato l'ordine al ministro Bono di ri- «Una doppia sensazione. La prima, che
portare le truppe a casa». logicamente gli sarebbe piaciuto che non
Come dimostrera agli alleati che il riti- avessimo ritirato le truppe. E la seconda, ro non implica un indebolimento dell'im- che rispettava la decisione di un governo pegno della Spagna nella lotta al terrori- democratico. Cosa di cui non ho mai dubi-smo? tato perché siamo nazioni libere, amiche
ed alleate…».
Non teme che il ritiro rovini le relazioni tra Spagna e Usa?
«Gli Stati Uniti sono una grande demo-crazia. Credo che nelle relazioni interna-zionali bisogna essere leali, e il principio della lealta e la sincerita. Siamo d'accordo con tutte le operazioni di pace e di sicurez-za che portino la bandiera dell'Onu. Non con le guerre unilaterali e preventive».
Che cosa pensa delle minacce alla Spa-
gna registrate in un video dopo il suo an-nuncio di mantenere le truppe in Afghani-stan?
«Il governo che presiedo non accettera mai il ricatto di un gruppo terrorista. L'unica cosa che faremo con il terrorismo sara combatterlo con tutta la forza dello Stato e della legge. Ho dato ordine al mini-stro degli Interni di rafforzare la lotta con-tro il terrorismo».
La Spagna non ha bisogno di un piano per impedire che si diffondano idee estreme



CORRIERE DELLA SERA . p, 9
23.04.2004
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