La svolta del neo commissario

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Ue Il neo-commissario sceglie l’italiano come lingua di lavoro

Niente inglese e francese, svolta «nazionalista» di Tajani

di Ivo Caizzi

Il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni di euro all’Alitalia e le pratiche da miliardi di euro sull’Alta velocità ferroviaria e sulle mega-infrastrutture europee non saranno più gestiti in francese, in inglese o in tedesco, le tre lingue più utilizzate nella Commissione europea. Il neo-commissario ai Trasporti ed ex eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani, che ha la competenza istituzionale su questi argomenti, ha deciso di scegliere l’italiano come lingua di lavoro del suo gabinetto. Tra l’altro intende affidarne la guida a un connazionale. Il candidato è Antonio Preto, un alto funzionario comunitario prelevato dal gabinetto del presidente dell’Europarlamento, il tedesco Hans-Gert Pöttering. Anche il vicecapo di gabinetto, che dovrebbe essere uno spagnolo, e gli altri collaboratori non italiani dovranno pertanto avere nel loro curriculum professionale una buona conoscenza della lingua di Dante. Tajani, applicando alla lettera il Regolamento n. 1 del 1958 (che garantisce parità di trattamento a tutte le lingue ufficiali dell’Ue nelle attività della Commissione europea), intende replicare la prassi dei colleghi degli altri tre grandi Paesi dell’Ue. I commissari di Germania, Francia e Gran Bretagna nei loro gabinetti impongono l’uso della loro lingua madre ai componenti di altre nazionalità e al personale di supporto. In più il nuovo responsabile dei Trasporti ha fatto sapere ai suoi più stretti collaboratori che non intende mantenere l’auto di servizio di una casa tedesca, messagli temporaneamente a disposizione. Vorrebbe ottenere di poterla sostituire con un modello dal costo analogo di una marca italiana. Naturalmente è di nazionalità italiana anche l’autista già selezionato all’interno della Commissione dal nuovo commissario, che sta invertendo la tendenza alla «denazionalizzazione» degli incarichi fiduciari lanciata da Romano Prodi quando era presidente della Commissione. Una decisione rinnegata presto dallo stesso Prodi, appena si rese conto che il suo capo di gabinetto irlandese non era un fuoriclasse (lo sostituì presto con un euroburocrate bolognese). L’ultima eredità di quella decisione di Prodi resta la criticatissima regola di nominare un portavoce di nazionalità diversa da quella del commissario. Tajani si è adeguato scegliendo come suo portavoce il funzionario maltese Fabio Perrotti, che vanta una conoscenza ottimale dell’italiano.

(Dal Corriere della Sera, 18/5/2008).

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alonsopatonzo
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Niente inglese e francese, svolta «nazionalista» di Tajani<br /><br />
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Il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni di euro all'Alitalia e le pratiche da miliardi di euro sull'Alta velocità ferroviaria e sulle mega-infrastrutture europee non saranno più gestiti in francese, in inglese o in tedesco, le tre lingue più utilizzate nella Commissione europea. Il neo-commissario ai Trasporti ed ex eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani, che ha la competenza istituzionale su questi argomenti, ha deciso di scegliere l'italiano come lingua di lavoro del suo gabinetto. Tra l'altro intende affidarne la guida a un connazionale. Il candidato è Antonio Preto, un alto funzionario comunitario prelevato dal gabinetto del presidente dell'Europarlamento, il tedesco Hans-Gert Pöttering. Anche il vicecapo di gabinetto, che dovrebbe essere uno spagnolo, e gli altri collaboratori non italiani dovranno pertanto avere nel loro curriculum professionale una buona conoscenza della lingua di Dante. Tajani, applicando alla lettera il Regolamento n. 1 del 1958 (che garantisce parità di trattamento a tutte le lingue ufficiali dell'Ue nelle attività della Commissione europea), intende replicare la prassi dei colleghi degli altri tre grandi Paesi dell'Ue. I commissari di Germania, Francia e Gran Bretagna nei loro gabinetti impongono l'uso della loro lingua madre ai componenti di altre nazionalità e al personale di supporto. In più il nuovo responsabile dei Trasporti ha fatto sapere ai suoi più stretti collaboratori che non intende mantenere l'auto di servizio di una casa tedesca, messagli temporaneamente a disposizione. Vorrebbe ottenere di poterla sostituire con un modello dal costo analogo di una marca italiana. Naturalmente è di nazionalità italiana anche l'autista già selezionato all'interno della Commissione dal nuovo commissario, che sta invertendo la tendenza alla «denazionalizzazione» degli incarichi fiduciari lanciata da Romano Prodi quando era presidente della Commissione. Una decisione rinnegata presto dallo stesso Prodi, appena si rese conto che il suo capo di gabinetto irlandese non era un fuoriclasse (lo sostituì presto con un euroburocrate bolognese). L'ultima eredità di quella decisione di Prodi resta la criticatissima regola di nominare un portavoce di nazionalità diversa da quella del commissario. Tajani si è adeguato scegliendo come suo portavoce il funzionario maltese Fabio Perrotti, che vanta una conoscenza ottimale dell'italiano.<br /><br />
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