La ‘supercazzola’ entra nel vocabolario Zingarelli.

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Lo Zingarelli rende omaggio al nonsense reso celebre da “Amici Miei”.

di Roberto Davide Papini.

“Tarapia tapioco, come se fosse antani, blinda la supercazzola”: da oggi questo modo di parlare senza senso, utilizzato per farsi beffe dell’interlocutore e reso celebre dalla trilogia di “Amici Miei”, ottiene la dignità di un posto nella lingua italiana. Infatti, la ‘supercazzola’ entra nel vocabolario Zingarelli tra le 500 nuove voci. Un omaggio a 40 anni dal primo film “Amici Miei” di Mario Monicelli con gli indimenticabili Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret e Ugo Tognazzi che, nel ruolo del Conte Mascetti, è il vero re della “supercazzola” (o “supercazzora” secondo alcune versioni).
Grazie al successo di questi film (soprattutto dei primi due firmati Monicelli nel 1975 e nel 1982, il terzo è di Nanni Loy del 1985) la “supercazzola” diventa proverbiale come un “nonsense” che coglie di sorpresa la persona con cui si parla che resta perplesso e incerto. Un modo di dire che diventa molto popolare a Firenze (dove sono ambientati i film puntando sulla tipica ironia del capoluogo toscano), ma anche in tutta Italia, grazie ad alcune scene memorabili come quella del vigile davanti al bar del Necchi oppure quella dello sfrontato parcheggio del Conte Mascetti proprio sullo spiazzo antistante la chiesa di San Miniato e il cimitero monumentale, solo per citarne due.
Così, con l’ingresso del termine “supercazzola” nel vocabolario Zingarelli, arriva anche la definizione precisa: “Parola o frase senza senso, pronunciata con serietà per sbalordire e confondere l’interlocutore” la definisce il dizionario.
Insieme a questo tormentone, dal mondo del calcio entrano bordocampista; capocurva e ‘Tiki-Taca’, o ‘ticchete tocchete’: “un insistito possesso palla nel gioco del calcio basato su una serie di passaggi ripetuti”. Dalla politica arrivano ‘complottista’; ‘pentastellato’, riferito agli appartenenti al Movimento 5 stelle, e ‘poltronismo’: “Atteggiamento di chi farebbe qualsiasi cosa per conservare il suo incarico”.
Ma per gli italiani – sottolinea la Zanichelli – “la paura più grande è quella della furia “jihadista” ossia il sostenitore, seguace della jihad. Segno dei tempi come le nuove figure del “cogenitore” (uno dei genitori rispetto all’altro, specialmente se il concepimento o l’adozione del figlio avviene al di fuori degli schemi della famiglia tradizionale), della “madre surrogata” (donna che porta a termine una maternita’ surrogata). Insomma, per dirla con il Conte Mascetti: “Sbiriguda”.
(Da lanazione.it, 18/11/2015).

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