La strage dei congiuntivi, il noir che difende l’italiano.

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La strage dei congiuntivi, il noir che difende l’italiano.

di Diodato Pirone.

Usare correttamente il congiuntivo è ormai da sovversivi. Se, infatti, riuscite a maneggiare per bene questo modo verbale, il più vilipeso dagli italiani, siete sicuri di appartenere ad una minoranza sospetta. Sospetta proprio per il suo forte profilo civile e culturale.

In compenso siete sicuramente in grado di apprezzare il romanzo “La strage dei congiuntivi” scritto dal giovane critico enogastronomico Massimo Roscia ed edito dalla piccola ma brillante casa editrice romana Exorma. “La Strage dei congiuntivi” è un romanzo originalissimo, un noir ironico, divertente e persino paradossale, giocato com’è su un intreccio di livelli narrativi diversi, denso di rimandi e suggestioni.

La scrittura è irritante e iperbolica e così il romanzo di Roscia finisce per essere il pretesto per una riflessione acuta e amara al tempo stesso del rapporto degli italiani con la loro lingua. Le vittime della “strage dei congiuntivi”, infatti, sono emblemi del pericoloso decadimento culturale cui stiamo assistendo in Italia, a partite da quello delle figure pubbliche.

Non a caso nel libro è proprio un assessore alla cultura il primo a essere eliminato. Ma non ci vorrà molto per scoprire che il pessimo rapporto col congiuntivo non è esclusivo della “casta”. Perché? Semplice: un italiano su due non legge nulla; una famiglia su dieci non tiene libri in casa; il numero dei lettori in Italia è il più basso dal 2005 e sono diminuiti persino i lettori forti, quelli – pochissimi – che leggono almeno 12 libri l’anno.

Ma torniamo al romanzo. Chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Ma, soprattutto, chi salverà la grammatica italiana? Cinque bizzarri personaggi, descritti con ironica accuratezza, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.

I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali? I gerundi sfregiati? I sinonimi ignorati? I troncamenti confusi con le elisioni? I vocabolari abbandonati in polverose soffitte? No, basta. Bisogna reagire.

E così un personaggio immaginario, tal Dionisio, e i suoi sodali, un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento a tempo indeterminato, decidono di reagire, combattere, attuare il loro salvifico piano, costi quel che costi.
Il resto è da leggere. Col gran divertimento che distingue i buongustai.
(Da ilmessaggero.it, 25/11/2014).

 




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