La storia di un libro leggendario in una lingua illeggibile.

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La storia di un libro leggendario in una lingua illeggibile.

di Ludovica Lugli.

È il “Codex Seraphinianus”, scritto e illustrato da Luigi Serafini, pubblicato 35 anni fa e diventato un oggetto di culto in tutto il mondo
Il “Codex Seraphinianus” di Luigi Serafini è un libro illustrato pubblicato nel 1981 che negli anni è diventato famoso in tutto il mondo in una nicchia di appassionati (alcuni organizzano viaggi a Roma per vedere la casa dove fu scritto), affascinati sia dall’oggetto in sé sia dal mistero che circondava il suo autore prima che Rizzoli ripubblicasse il libro dieci anni fa. Il “Codex” è l’enciclopedia di un mondo fantastico, scritto in una lingua inventata e senza significato, in un alfabeto indecifrabile. Ci sono pesci che sono anche occhi o viceversa, e rinoceronti che contengono altri rinoceronti.
Fu pubblicato per la prima volta dall’editore di volumi artistici Franco Maria Ricci, che nel frattempo ha smesso di pubblicare libri ma ha costruito il più grande labirinto del mondo (il Labirinto della Masone che si trova a Fontanellato, in provincia di Parma). Tra i suoi estimatori ci sono stati Roland Barthes – che lo lesse in anteprima, quando ancora non era stato pubblicato – e Italo Calvino. Dal 1981 il “Codex” ha venduto circa 70mila copie in tutto il mondo…

La storia del Codex

Luigi Serafini ha raccontato al “Post” che a un certo punto nel ’76 si mise a disegnare le illustrazioni del “Codex” senza sapere bene cosa stesse facendo. Aveva studiato architettura e si manteneva lavorando per vari studi di Roma, dove è nato nel 1949. Le creature del “Codex” si «muovevano sui fogli come se fossero tavole di un’enciclopedia» e così gli venne spontaneo «aggiungere una scrittura inventata» ai disegni, per spiegarli senza farlo davvero. Non sapeva però cosa fare con le tavole: se il “Codex” fosse nato oggi, ha detto al “Post”, sarebbe stato un blog.
Poi una sera un amico gli chiese di andare al cinema e senza pensarci Serafini gli rispose che non poteva perché era impegnato a “scrivere un’enciclopedia”: prima di questo momento non si era reso conto che stava di fatto lavorando a un libro. Decise allora che non avrebbe proposto il Codex a una galleria d’arte per una mostra, ma a una casa editrice.
Dopo qualche tentativo fallito – gli editori pensavano non fosse facile vendere un libro molto lungo e illeggibile – Serafini decise di proporre il “Codex” a Franco Maria Ricci…
Ricci si convinse in fretta a pubblicare, in due volumi, il “Codex Seraphinianus”, che fu presentato nel novembre del 1981. Per volere di Serafini, non c’era il nome dell’autore sulla copertina; solo leggendo il colophon si scopriva l’identità dell’illustratore, scritta in latino. Italo Calvino scrisse un saggio sul Codex sulla rivista della casa editrice, FMR; Vittorio Sgarbi collaborò alla mostra di presentazione realizzata a Palazzo Grassi a Venezia.
La prima libreria in cui si poté comprare il “Codex” era a Parigi: lì il libro fu acquistato da un giornalista olandese, Maarten Assceher, che ne scrisse su un quotidiano olandese. In Italia il “Codex” non aveva ricevuto molta attenzione dalla stampa, mentre l’articolo di Assceher ebbe grande risonanza nei Paesi Bassi: il giornalista ha poi raccontato a Serafini che molte persone lo contattarono per chiedergli dove trovare il libro.
Le prime edizioni internazionali furono quella americana (per Abbeville Press), quella tedesca (per Prestel Verlag) e quella olandese (per Meulenhoff/Landshoff), furono pubblicate nel 1983. Nel 1993 invece Franco Maria Ricci pubblicò una nuova edizione, questa volta con il saggio di Calvino come prefazione. Con la cessione della Franco Maria Ricci Editore (nell’84 Ricci portò FMR negli Stati Uniti investendo 5 miliardi di lire, ma così perse molti soldi), Serafini pensò che la storia del “Codex” fosse finita.
Non è stato così e le due edizioni Rizzoli hanno venduto 12mila copie, che non sono poche considerando il prezzo del libro. La copertina delle nuove edizioni è avorio e oro, come richiesto da Serafini; quella del 2013 si distingue da quella del 2006 perché le coccinelle che ci sono raffigurate arrivano molto più lontano sulla pagina. Esistono anche nuove edizioni internazionali: una americana, pubblicata da Rizzoli, una ucraina e una cinese…
(Da ilpost.it, 16/6/2016).

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