La spending review inglese farà risparmiare 81 miliardi

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Le più recenti analisi comparate (ne troveremo una sintesi nel prossimo "Government at a Glance 2013" dell'Ocse) sono giunte alla conclusione che le spending review non rappresentano necessariamente il "modello migliore" di valutazione e riqualificazione della spesa pubblica rispetto ad altri tipi di analisi funzionale dei bilanci. Sta di fatto, però, che in quegli studi internazionali l'Italia non compare mai, visto che tra i principali paesi che fanno parte dell'organizzazione parigina debutta solo ora con questa pratica. Un debutto difficile, voluto dal Governo dei professori per attivare uno strumento in più da utilizzare, se lo vorranno i successori, come chiave strategica e possibilmente a "periodicità certa" per tentare un'uscita dalla crisi da sovraindebitamento.

Le spending review degli altri paesi hanno invece una storia e risultati concreti da vantare. Cicli pluriennali di revisione organica e completa di tutte le voci della spesa vennero lanciati nei primi anni Ottanta del secolo scorso in Danimarca e Olanda. E nel decennio successivo da paesi come il Canada, il Regno Unito (1998) e più recentemente dalla Finlandia (2005). Gli approcci utilizzati sono diversissimi, ovviamente, e variano a seconda del contesto istituzionale e politico. Diversi anche i perimetri delle revisioni periodiche: l'Olanda si concentra sulle amministrazioni centrali, la Danimarca parte da selezioni ad hoc di programmi o missioni di spesa centrali mentre in Inghilterra i periodici cicli di revisione si sono concentrati su tutte le spese "discrezionali", pari a circa il 60% del totale, sulle quali vengono poi fissati tetti pluriennali, mentre il restante 40% delle uscite che comprendono spese obbligatorie, interessi sul debito, social security, vengono gestite con maggiore flessibilità anno per anno dai vertici amministrativi del Tesoro con l'ok politico del Cancelliere dello Scacchiere. Diversi anche i modelli di gestione del processo, con un compito di coordinamento e impulso di solito affidato al primo ministro e al ministro dell'Economia che spesso si avvalgono di un comitato di consulenza esterno formato da esperti, e la durata dei cicli di revisione: biennale in Inghilterra, annuale in Australia, o di ampiezza maggiore (4-5 anni) in paesi come la Finlandia e la Danimarca.

Ma a quali risultati hanno portato questi sistemi complessi (e politicamente impegnativi) di revisione della spesa? Vediamo il caso inglese, dove il processo di programmazione e budgeting è ormai da anni tutt'uno con la spending review. Il round di revisione lanciato all'inizio della Grande crisi, 2007-2008, aveva come obiettivo un taglio di 20 miliardi di sterline annui e una riduzione di 84mila dipendenti pubblici. Un pre-consuntivo del 2008 ha dimostrato che nel primo anno s'è fatto anche di più, con un taglio di 23 miliardi. Il ciclo di revisione lanciato nel 2010 e firmato dal Cancelliere George Osborne fissa i nuovi budget di spesa fino al 2014-2015 dei diversi ministeri, con l'obiettivo di un taglio di altri 81 miliardi (19% della spesa monitorata), più un altro taglio di sette miliardi di spese per welfare (incluse le tax expenditure) e del 7% dei trasferimenti agli enti territoriali, mentre per il personale, a fine ciclo, la riduzione cumulata arriverebbe a 490mila unità. Nel 2009 la spending review olandese, realizzata con venti gruppi di lavoro coordinati a livello centrale, ha portato a un risparmio di 35 miliardi, anche in questo caso includendo una revisione delle spese fiscali (deduzioni, detrazioni eccetera) mentre l'ultimo ciclo di revisione lanciato in Finlandia (2011-2015) prevede una riduzione di 4.900 dipendenti pubblici e la riallocazione di budget tra vari programmi di spesa, con un investimento annuo di 80 milioni di euro, dal 2012 in poi, per il rilancio dell'e-government e di nuovi progetti di incremento della produttività delle amministrazioni centrali

Altra componente complementare ai modelli di spending review è il ruolo di "centrali acquisto" svolto da agenzie governativa per l'acquisto di beni e servizi per la Pa. Anche qui le differenze sono notevolissime tra paese e paese. Il caso italiano della Consip, che presidia 29-30 miliardi di spesa su un aggregato di quasi 40 miliardi e che nel 2011 ha garantito risparmi del 22%, è tuttavia paragonabile all'austriaca Bbg, che con una gestione analoga ha assicurato circa il 18-20% di risparmi nello stesso periodo.

Il rigore degli altri
REGNO UNITO
Il ciclo di revisione lanciato dal Governo inglese nel 2010 fissa i nuovi budget di spesa 2014- 2015 dei diversi ministeri, con l'obiettivo di un taglio di altri 81 miliardi (19% della spesa monitorata), più un altro taglio di 7 miliardi di spese per welfare (incluse le tax expenditure)
Il taglio sul welfare 7 miliardi

OLANDA
Nel 2009 la spending review olandese , realizzata con venti gruppi di lavoro coordinati a livello centrale, ha portato a un risparmio di 35 miliardi, includendo anche una revisione delle spese fiscali (deduzioni, detrazioni eccetera)
I risparmi 35 miliardi

FINLANDIA
L'ultimo ciclo di revisione lanciato in Finlandia (2011-2015) prevede una riduzione di 4.900 dipendenti pubblici e la riallocazione di budget tra vari programmi di spesa, con un investimento annuo di 80 milioni di euro, dal 2012 in poi, per il rilancio dell'e-government
Riduzione personale 4.900 unità

Da:http://www.ilsole24ore.com 18/01/2013




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