LA SICUREZZA AFFIDATA A UNA SOCIETÀ PRIVATA: «A RISCHIO ANCHE L`INCOLUMITÀ DEL PERSONALE» KABUL

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LA SICUREZZA AFFIDATA A UNA SOCIETÀ PRIVATA: «A RISCHIO ANCHE L`INCOLUMITÀ DEL PERSONALE»

Kabul, orge all`ambasciata Usa “Contractors” scatenati tra sesso e alcol, traditi dalle foto che si sono scattati

FRANCESCO SEMPRINI

NEW YORK

Alcol, prostitute e giochi «hard». Sono gli ingredienti dei festini in stile «Animal House» organizzati da alcuni contractor americani impiegati presso l`ambasciata statunitense in Afghanistan e sui quali il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha avviato un`inchiesta interna. A incastrare le guardie private al servizio del Pentagono sarebbero alcune foto da loro stessi scattate durante i party clandestini, oltre ai messaggi di posta elettronica usati per organizzarli.

«Sono accuse gravissime, le stiamo valutando con la dovuta serietà», dice il portavoce di Foggy Bottom, Ian Kelly, spiegando che e-mail ed immagini finite nelle mani degli ispettori «mostrano il clima di degenerazione e coercizione» che regna laddove operano le guardie di ArmorGroup: L`indagine avviata dal dipartimento segue un`inchiesta choc del- l`organizzazione non-profit Project on Government Oversight (Pgo) su Camp Sullivan, il compound dei contractor che si trova a una manciata di chilometri dall`ambasciata statunitense a Kabul. Un ambiente da «Lord of the Flies»(dal nome del romanzo di William Golding), spiega il rapporto con prostitute fatte entrare di nascosto per compleanni a luci rosse, guardie in preda ai fumi dell`alcol, risse, uomini nudi che urinano gli uni addosso agli altri. Si tratta di comportamenti «scandalosi e devianti», inaccettabili per Hillary Clinton che intende applicare la «tolleranza zero» per chiunque risulti coinvolto nel

«Contractor-gate».

Il dipartimento di Stato avvierà una revisione interna per accertare eventuali responsabilità di quelle guardie private che con il loro comportamento hanno messo a rischio l`incolumità del personale.

Del resto non è la prima volta che ArmorGroup, oggi con – trollata da Wackenhut Service, finisce nel mirino delle autorità.

A giugno, il senatore Claire McCaskill, presidente della sottocommissione che supervisiona i contractor privati al servizio del governo, aveva avanzato dubbi sull`opportunità di rinnovare gli appalti in mano al gruppo, interrogandosi «sulla reale capacità dei contractor di garantire la sicurezza dell`ambasciata».

Il dossier ha messo in luce altre irregolarità, come l`impiego delle guardie in estenuanti turni di 14 ore al giorno, difficoltà linguistiche da parte dei contractor stranieri. Circa 300 delle 450 guardie di ArmorGroup impiegate per proteggere il personale dell`ambasciata di Kabul (mille persone in tutto) sono Gurkhas nepalesi, mentre gli altri sono australiani, sudafricani e americani espatriati. Sebbene i Gurkhas siano considerati estremamente seri sul lavoro, le difficoltà da loro mostrate nel parlare l`inglese hanno creato numerosi problemi di comunicazione.

«Una volta ho chiesto ad uno di loro cosa avrebbe fatto se si fosse trovato davanti un terrorísta- spiega uno dei funzionari -. Lui ha risposto che lo avrebbe ringraziato augurandogli buon giorno».

Il Contractor-gate arriva in coincidenza della pubblicazione di un rapporto del Congresso secondo cui in Afghanistan il personale civile impiegato dal Pentagono ha superato in termini numerici quello militare. La quota dei contractor (da quelli che lavorano nelle cucine agli addetti alla sicurezza) si aggira intorno al 69% del totale contro il 45% circa di Iraq e Balcani. Il ricorso ai privati dipende dalla necessità di impiegare il personale militare in incarichi specifici e impone il

ricorso a controlli più severi per evitare episodi drammatici come il massacro di Baghdad del 16 settembre 2007, quando 17 cittadini iracheni innocenti vennero uccisi dagli uomini di Blackwater.

Prostitute per festini di compleanno, risse uomini ubriachi che si urinavano addosso. Accuse che mettono in luce una grave crisi morale e disciplinare e che stiamo valutando molto seriamente.

II portavoce del Dipartimento di Stato (in foto Hillary Clinton)

Questo messaggio è stato modificato da: laura.piccinini, 03 Set 2009 – 14:21 [addsig]




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