La sferzata di Barroso a Berlusconi: “Sleale accusare l’Ue per l’austerity”

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«Risanamento con o senza euro, per irresponsabilità dei supervisori»

Accusare l’Unione europea per le misure di austerity, coprire i propri errori attribuendoli a Bruxelles è «sleale». Anche perché «la fonte della crisi odierna dell’Italia è il governo prima di Monti». Così l’Europa, con José Manuel Barroso e Martin Schulz, risponde alle polemiche italiane innescate dall’ex premier Silvio Berlusconi.
A parlare di slealtà è il presidente della Commissione europea. Che ricorda un’ovvietà: se il debito pubblico è eccessivo, la colpa non è della Ue ma dei governi che hanno fatto negli anni i bilanci nazionali. Ma la correzione di quegli errori ora è semplicemente «indispensabile» se si vuole riconquistare la fiducia degli investitori e, con quella, ritrovare la via della crescita.

Barroso non cita mai Berlusconi ma – nel corso di una conferenza stampa tenuta a Dublino per il passaggio di consegne alla presidenza di turno irlandese – prende spunto da una domanda sull’Italia per attaccare chi, come il Cavaliere, punta il dito contro l’Europa.
La «difficile correzione degli squilibri nelle finanze pubbliche» va fatta «con o senza l’Euro, con o senza l’Unione europea», dice Barroso, ricordando che chi non è nella Ue dovrebbe fare da solo, «senza la solidarietà degli altri stati membri». Sottolinea che «non è stata l’Ue a creare i problemi» perché «l’eccessivo debito pubblico» è stato creato dai governi nazionali e/o dall’irresponsabile comportamento finanziario’’ di chi ha fatto crescere le bolle speculative «sotto la supervisione delle autorità nazionali». E sferza: «Voglio sia ben chiaro che c’è un mito da sfatare: quello dell’Unione europea che impone politiche difficili. Questo non è vero. Dentro o fuori l’Unione europea, tutti devono fare gli stessi sforzi». Perché, aggiunge, «correggere gli squilibri delle finanze pubbliche è la precondizione per il ritorno della fiducia. Senza fiducia, nessun investimento. Senza investimenti, nessuna crescita». E ancora: «So che molte parti delle nostre società attribuiscono le politiche difficili all’Unione europea. Ma questo non è leale».

Ad essere ancora più esplicito nell’attacco a Berlusconi è invece di nuovo il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Alla vigilia della consegna del Nobel per la pace aveva definito l’ex premier come «il contrario della stabilità’ necessaria a Italia e Ue. «Sono stupito – dice oggi in una intervista a Radio 24 – da come persone che hanno governato il Paese per sette-otto anni possano oggi presentarsi come una nuova forza. Penso che gli italiani non dimenticheranno chi li ha governati nell’ultima decade». E dopo aver aver ribadito che «Monti ha meritato il sostegno che ha avuto», spiega: «Io l’ho sostenuto, non nei dettagli delle misure che ha suggerito, ma nel principio di riconquistare la fiducia, riportando l’Italia al centro dell’azione europea, dove un Paese fondatore deve stare. E dove l’Italia non si trovava più, dopo dieci anni di governo Berlusconi».

Da: lastampa.it 11/01/2013

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