La Scuola superiore è prossima alla rivoluzione e non sarà indolore

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La scuola superiore è prossima alla rivoluzione e non sarà indolore. In Piemonte molti Istituti modificheranno l’offerta formativa, informando genitori e futuri allievi già dai prossimi open day a fine febbraio.

Su Repubblica, il direttore scolastico regionale Francesco de Sanctis fa sapere che è importante mettere in luce anche le “novità introdotte dalla riforma e cioè il potenziamento della lingua straniera al classico (cinque anni anziché due), più matematica e discipline scientifiche allo scientifico che potrà anche eliminare lo studio del latino, le tre lingue straniere già dal primo anno al linguistico, e le materie insegnate in lingua a partire dal terzo anno, i sei indirizzi dell’artistico”.

Gli istituti tecnici e professionali saranno i più intaccati dalla riforma, con conseguente riorganizzazione: i primi passeranno da 10 settori e 39 indirizzi a 2 settori e 11 indirizzi; i secondi da 5 settori e 27 indirizzi si restringeranno a 2 settori e 6 indirizzi, riporta Repubblica. Un classico, per esempio, nell’ambito della propria autonomia (per un 20 per cento dell’orario), potrà scegliere di approfondire la musica o la comunicazione o ancora di attivare ore di conversazione con docenti madrelingua.

Insomma, non sarà la vecchia e formazione superiore, dovremo adeguarci tutti. Quasi certamente non sarà la scuola dei nostri genitori ma neppure della generazione dei trentenni. Ad esempio, la nuova offerta che riguarda il liceo coreutico e il nuovo indirizzo psico pedagogico. Qui trovate tutte le informazioni sulla riforma della scuola superiore, qui le indicazioni regionali.

Entro il 26 marzo, le famiglie dovranno presentare le domande e con il 1° settembre saranno avviati i nuovi licei, i nuovi tecnici e i nuovi professionali. L’importante è che questi programmi siano chiari e spiegati alle famiglie, ormai completamente disorientate rispetto alle continue modifiche ed a spese sempre più ingenti.

Su Votailprof ci parla del nodo economico che deriva dall’invito unanime delle Commissioni ad applicare la riforma solo a partire dal primo anno. Circola l’ipotesi di ridurre da subito a non più di 33-34 ore settimanali l’orario degli istituti che attualmente ne hanno di più 35, 36 e anche oltre. Il terzo nodo è quello ordinamentale, ma sembra il meno complesso.

Pollicino scrive: sono stato in tutte le scuole superiori della mia città, non tira una bella aria e dire così sembra una battuta, ma sono tutti così depressi da fare tenerezza, abbiamo fatto degli interventi di orientamento per le classi terze per decidere la scelta della scuola secondaria di secondo grado, ma dopo la riforma che scuola troveranno, non lo sa nessuno.

Che scuola sarà, la nuova scuola?

http://torino.blogosfere.it/2010/02/la-scuola-superiore-e-prossima-alla-rivoluzione-e-non-sara-indolore.html

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