La Romania è pronta a entrare nella Ue

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IL TEMPO, 29 settembre 2004

La Romania è pronta a entrare nella Ue

Tra le sfide del governo di Bucarest riduzione del deficit pubblico,
privatizzazione e lotta all'inflazione Intervista con il presidente Ion
Iliescu in visita in Italia: «L'obiettivo del nostro Paese è diventare
membro dell'Unione Europea»

di MAURIZIO PICCIRILLI

ROMA – Una visita di Stato fitta di impegni. Quattro giorni di incontri e
colloqui per il presidente della Romania Ion Iliescu. Un viaggio che sarà
l'occasione anche per un vertice tra i ministri economici dei due Paesi in
un momento importante per la Romania in vista del'ingresso nell'Unione
Europea.
La visita in Italia avviene in un momento importante per il processo
d'integrazione nell'UE della Romania; Signor Presidente, lei è al termine
del Suo mandato, durante il quale si è impegnato per quest'obiettivo. Ora
pensa che la Romania riuscirà a rispettare i parametri di Copenaghen?
«Questo è stato il nostro principale obiettivo strategico di promuovere
tutte le riforme necessarie in vari settori, nel campo economico,
amministrativo, sociale per essere compatibili con l'Unione Europea. Abbiamo
registrato dei progressi notevoli e siamo vicino alla realizzazione
dell'obiettivo di chiudere i negoziati fino alla fine del 2004. Anche il
Consiglio di Bruxelles ha espresso un punto giusto in questo senso. Ora
abbiamo concluso 27 capitoli e facciamo degli sforzi per portare a termine i
negoziati con l'Unione Europea entro quest'anno. Gli ultimi capitoli come:
l'ambiente, giustizia e affari interni e la concorrenza sono i più difficili
ma noi siamo preparati e faremmo tutto per concluderli.
In questo senso il Governo romeno è molto impegnato non solo sui negoziati
in corso ma anche per rendere operante tutte le riforme iniziate. Il nostro
obiettivo centrale è molto ambizioso e orgoglioso, quello di diventare
membro dell'Unione Europea».
Nell'agenda dell'ingresso nell'Unione Europea ci sono impegni di carattere
economico. A che punto è lo sviluppo della Romania: Privatizzazione.
Contenimento del deficit pubblico, inflazione?
«Dopo un lungo periodo di stasi economica, causato dal processo di
transizione all'economia di mercato, si può affermare ora che la Romania si
trova su una via ascendente con un ritmo costante di crescita economica di
5-6% annuo.
Per quanto riguarda la privatizzazione possiamo affermare che sia quasi
finalizzata. Solo in quest'anno sono state concluse le privatizzazioni delle
grande società come : S.N. PETROM; Elettrica Dobrogea ed Elettrica Banat, le
ultime due con l'ENEL e cosi via.
Il deficit pubblico è stato ridotto negli ultimi due anni con 5% del PIL e
per quest'anno si prefigura lo stesso percentuale. Tassa d'inflazione sarà
diminuita nel 2004 dal 14% al 9%. Il nostro obiettivo è di diminuire
l'inflazione al 4% nel 2006».
L'ingresso nella UE passa anche per la riforma della pubblica
amministrazione e quella della giustizia. Quale è la situazione attuale ?
«Si conosce che il nostro Governo ha presentato in questa primavera un vero
Programma “To do list” che riguarda delle misure concrete, precise che fanno
l'oggetto delle azioni e del dialogo con la Commissione Europea. Tra queste
la maggior parte riguardano delle riforme profonde nei settori della
giustizia e affari interni e dell'amministrazione pubblica. Fin adesso
abbiamo registrato delle progressi importanti con l'appoggio dell'esperienza
degli esperti occidentali, compresi italiani. Credo che siamo sulla strada
giusta ma c'è ancora da lavorare per cambiare un intero sistema invecchiato
e non efficiente».

La lotta alla corruzione è un pilastro del suo programma e uno dei parametri
per l'ingresso dell'Unione Europea. Quali passi avanti sono stati fatti?

«La corruzione è una realtà ma non solo in Romania. Ci sono dei
condizionamenti soggettivi e oggettivi che vanno alla radice di questi
fenomeni. Tuttavia, credo che il contrasto di questo fenomeno ha costituito
l'uno dei principali problemi che sono stati nell'attenzione delle nostre
istituzioni. Abbiamo migliorato la legislazione in materia, in sintonia con
quella europea, abbiamo creato una Procura Nazionale Anticorruzione e cosi
via. I risultati si vedono e sono incoraggianti».
Il prossimo novembre ci saranno le elezioni presidenziali. Lei non potrà
candidarsi. Ritiene che il suo partito PSD abbia buone possibilità di
affermarsi dopo le sconfitte nelle amministrative?
«Dato che si tratta di un partito, nel caso della Sua domanda PSD, credo che
le possibilità di affermarsi nelle elezioni tengano del modo in cui ha
convinto l'elettorato con suo programma di governare. D'altronde, in questa
situazione si trovano tutti i partiti politici di Romania che parteciperanno
nella competizione elettorale».
Politica internazionale. La Romania è nella NATO ed è con i suoi soldati in
Iraq dal primo momento. A fianco degli USA e Gran Bretagna ha contribuito al
cambio di regime. Che cosa pensa della situazione attuale?
«Con l'incarico di membro della NATO, la Romania si è assunta tutte le
responsabilità è i suoi doveri che risulta di questo statuto. La situazione
d'Iraq, alla quale si riferisce la sua domanda, è molto complessa e
necessita un impegno collettivo più vigoroso degli organismi internazionali
per assicurare la stabilità e la ristrutturazione del Paese. Questa
situazione è stata dibattuta nell'ambito degli organismi internazionali,
compreso l'ONU, dove si sono offerte delle soluzioni con quali la Romania è
stata d'accordo. Ma la soluzione di questo tipo di situazioni dipendono,
prima di tutto, della volontà del popolo iracheno, nel consenso con le norme
internazionale unanimi accettate».

C'è un rischio terrorismo all'interno dei confini romeni?
«Teoricamente parlando non esiste Paese senza rischio di terrorismo. Un
Paese come la Romania coinvolto nello scioglimento dei diversi conflitti
internazionali, deve essere sicuramente molto attenta al questo possibile
pericolo».
Problemi stanno nascendo con l'Ucraina per il canale tra Danubio e Mar Nero.

«Si è vero. L'Ucraina ha iniziato i lavori al canale navigabile sul braccio
Bastroe della Delta del Danubio, vicino alla frontiera comune, senza
avvertire né la Romania né gli organismi internazionali abilitati per la
protezione dell'ambiente. La costruzione di questo canale si è rivelato
molto dannosa per la biosfera della Delta del Danubio, zona dichiarata
dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Ora è nota la posizione dell'UE
rispetto alla questa situazione, che sostiene la nostra presa di posizione,
collegata alla necessità di fermare la costruzione del canale fino quando
non si faranno degli studi approfonditi per quanto riguarda l'impatto
ecologico sull'ambiente. La maggior parte degli organismi internazionali
(ONU, UE, ecc.) anche quelli specializzati sulla tutela dell'ambiente hanno
trasmesso le loro proteste al Governo ucraino».

Le imprese italiane da tempo lavorano in Romania. Il partenariato tra
imprese romene e italiane avrà degli sviluppi o altri Paesi europei hanno
maggiori possibilità?
«Veramente, l'Italia rappresenta un partner strategico per la Romania. In
questo ambito le piccole e medie imprese italiane sono state più veloci
rispetto agli altri Paesi per istallarsi in Romania. Adesso ci sono più di
15.000 società sul territorio della Romania che operano nei vari settori.
C'è una collaborazione molto stretta tra i due Paesi e ci credo che si
rafforzerà dopo l'ingresso della Romania nell'UE. Noi non diment ichiamo il
sostegno costante e vigoroso di un Paese amico come l'Italia per il nostro
ingresso nella NATO e l'Unione Europea.
L'Italia è il primo partner commerciale della Romania. Alla fine del 2004
gli scambi commerciali arriveranno al più di 8 miliardi di euro. Nel settore
della cooperazione economica l'Italia è dietro rispetto agli altri Paesi
europei, ma sono previste delle azioni sostenute per assicurare una presenza
più attiva delle grandi gruppi e holding italiane nell'economia romena
tramite un partenariato pubblico-privato che contribuisca alla realizzazione
dei progetti prioritari su una base commerciale e meno sulle garanzie
governative, eventualmente tramite la creazione di un fondo bilaterale di
garanzia».



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