La Regione Sardegna adotta una propria lingua.

Posted on in Politica e lingue 15 vedi

UNA LINGUA BANDIERA
Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.
[addsig]



8 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial"><STRONG><FONT size=5><FONT face="Times New Roman"><SPAN class=titolo>UNA LINGUA BANDIERA</SPAN><BR></FONT></FONT></STRONG><SPAN class=testo><FONT size=2>Per la prima volta nella storia della sua autonomia, la Regione Sardegna adotta una propria lingua per la stesura di alcuni atti e documenti ufficiali: è «sa limba sarda comuna» (lingua sarda comune), una varietà parlata nelle aree centrali dell'isola, con aperture al logudorese (zona tra Sassari e la Gallura) e al campidanese (nel cagliaritano). Il debutto è avvenuto pochi giorni fa con una delibera varata dalla giunta di Renato Soru che introduce l'uso scritto della lingua, in via sperimentale, per gli atti di prossima uscita e per le traduzioni di norme e documenti di particolare rilievo, come lo Statuto sardo. La nascita di «sa limba sarda comuna» è frutto del lavoro di una commissione ad hoc istituita dall'esecutivo di Soru nel settembre scorso, presente anche nella passata legislatura, con l'obiettivo di individuare norme linguistiche di riferimento da cui trarre la nuova lingua, «un punto di mediazione tra le parlate più comuni» ma aperta a integrazioni e modifiche. «Una lingua bandiera», negli intendimenti della giunta regionale, uno strumento per potenziare l'identità collettiva, nel rispetto delle varietà locali. Resta invariato «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana!». Nel solco del rilancio della specificità dell'isola, la giunta ha poi istituito «S'ufitziu de sa limba sarda», una struttura che dovrà occuparsi della difesa e della diffusione di tutte le differenti varietà della lingua sarda.</FONT></SPAN><BR></DIV>[addsig]

You need or account to post comment.