La pagina dei lettori.

Posted on in Politica e lingue 5 vedi

La pagina dei lettori.

“Top” x P. Di Stefano.

Più che segnalare titoli e autori, il mio era un invito a usare la nostra trascuratissima Lingua Italiana, anche nel denominare classifiche e iniziative varie. Sono un inguaribile Italiano cui piace sentire parlare nella propria lingua, almeno in Italia, a casa propria. Me ne devo vergognare? Trex

Di Stefano

No, per niente.
(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 12/6/2014).

Com’è cambiato il linguaggio

Figuriamoci se può far moralismo uno che ha pur avendo frequentato il liceo classico, ha vissuto i suoi primi trent’anni in un bar di periferia di quelli di una volta aperti h24 che non era esattamente un caffè letterario. Un posto dove, se tu le avessi contate alla fine della giornata, erano più le bestemmie delle parole. Ma era anche una scuola di vita molto più efficace del liceo. E però mi tocca osservare come se allora in tv potevi imparare l’italiano e c’erano pure appositi programmi, oggi in tv impari il turpiloquio e il darsi sulla voce per affermare il proprio pensiero e oscurare l’altrui. Non è questione morale, è innanzitutto questione estetica, di bellezza e di rispetto. Nei rapporti umani, molto degradati, almeno in quello che resta il mezzo privilegiato e più efficace di comunicazione, dovrebbe vigere un codice di comportamento che, non è censura, solo civiltà. G.S.B., via mail
(Da La Nazione, 20/6/2014)

Il degrado della cultura

Ho letto ieri il suo articolo “Pochi fondi alla cultura. Un destino di povertà” e sono completamente d’accordo col prof. Solimine e con lei. La scuola italiana è di livello scarso nel panorama internazionale, basta aver letto il dibattito pubblicato per diverse settimane su La lettura del Corriere, rintracciabile sul web, con la partecipazione di insegnanti, scrittori, intellettuali. L’Italia, paese con la grande fortuna di possedere eccellenze intellettuali del passato così come del presente, vuoi nell’arte come nella musica, nel teatro come nella scienza, sta scendendo una china pericolosissima.
La scuola e ancor più quella che si fregia del titolo di liceo non insegna e non ha mai insegnato né la storia della musica, né tantomeno quella del teatro, qualche ora in più non farebbe male né ai ragazzi e neppure all’occupazione di coloro che hanno titoli di studio in materie umanistiche e sono ahimè i meno richiesti dal mercato del lavoro in questo frangente perché la cultura non rende nulla di concreto. Al di là di fondi sempre più esigui mi sembra ci sia un’indifferenza da parte delle istituzioni verso la scuola in genere. Sì Renzi promette e speriamo qualcosa faccia dal momento che ha figli da educare anche attraverso la scuola. Sono però sicura che se interrogassimo un qualunque ministro P.I. presente o passato sulle materie che si insegnano in una scuola a caso o addirittura quali siano le tipologie di scuole presenti sul territorio, le risposte potrebbero essere imbarazzanti e/o imbarazzate.
Per quanto riguarda le materie scientifiche, anche qui abbiamo perso l’apparenza a quell’Italia che diede i natali Leonardo e Galileo, per citarne solo due, anche se le materie sono presenti nei programmi, non so se i programmi siano adeguati alle materie.
Riuscirà quest’Italia così malmessa a far risorgere la Fenice della cultura dalle sue ceneri? Carla Tassi

Risposta Paolo D Stefano

Io credo che l’impegno politico sulla cultura, la ricerca e la scuola sia del tutto inadeguato. Ma credo che, nonostante tutti i tentativi di affossarla, la scuola italiana sia ancora di buon livello, spesso di ottima qualità rispetto a quella di altri paesi, Stati Uniti in primis. Il fatto è che noi tendiamo a emulare il peggio e purtroppo ci riusciamo perfettamente snaturando le nostre peculiarità e compromettendo le nostre migliori qualità. Per esempio il livello della preparazione storica che ha sempre fornito la nostra scuola era molto superiore a quello che si riscontra in altri paesi (penso per esempio alla Svizzera). Il nostro è un paese senza l’orgoglio delle proprie tradizioni culturali.
(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 25/6/2014).

Appena ascoltate…

1. “Rumors” ha ormai espulso dalla nostra lingua “voci,dicerie” e simili,così come “gossip” ha fatto con “pettegolezzo” e “nickname” con “soprannome”; 2. non sono un fanatico della distinzione fra o aperta ed o chiusa ma mi piacerebbe almeno salvarla quando si parla della Corsica (naturalmente, per l’aggettivo, il giornalista televisivo ha usato la o chiusa)e del Foro Romano,che diventa sempre più spesso un banale buco;3. (il fatto)”non dovrebbe c’entrare”…ma il giornalista di turno può contare su autorevolissimi precedenti,ad esempio sull’ex ministro Melandri, caduta più volte nello stesso errore. Paolo Sartori
(Da forum.corriere.it/ leggere_e_scrivere, 28/6/2014).

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.