La Mogherini sbaglia sul TTIP, porterà disintegrazione europea, disoccupazione, instabilità.

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La Mogherini sbaglia sul TTIP, porterà disintegrazione europea, disoccupazione, instabilità.

Secondo il Governo Renzi, l’ultima esternazione governativa che ho letto è oggi della Mogherini su La Stampa, il Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership stimolerà la crescita in Europa e negli Stati Uniti.
In effetti le proiezioni adottate ufficialmente dalla Commissione Europea mostrano vantaggi netti, anche se trascurabili, in termini di PIL e redditi personali.
Però, quelle stesse proiezioni, mostrano anche che questi vantaggi verrebbero ottenuti a scapito del commercio fra i paesi europei, invertendone il processo d’integrazione economica.
Questo è bene che lo sappiano tutti perché le responsabilità della distruzione del sogno federalista “Per un’Europa libera e unita” di Spinelli, Rossi e Colorni siano ben definite fin d’ora.

Ma soprattutto, recenti studi come quello realizzato da Jeronim Capaldo dell’Università Tufts di Boston, mostrano che le quattro principali analisi dell’Accordo sono sostanzialmente inaffidabili perché utilizzano modelli economici che hanno portato a gravi errori quando, in passato, sono stati utilizzati per valutare le potenziali conseguenze di altre liberalizzazioni commerciali.
Infatti analizzando gli effetti del TTIP utilizzando il “Global Policy Model” (GPM) il modello econometrico delle Nazioni Unite, che incorpora ipotesi più sensate su aggiustamento macroeconomico, dinamiche occupazionali, e commercio globale, lo scenario è tutt’altro.
Utilizzando il GPM risulta che il TTIP porterà ad una contrazione del PIL, dei redditi personali e dell’occupazione. Inoltre si assisterebbe anche ad un aumento dell’instabilità finanziaria e ad una continua diminuzione della quota del PIL destinata ai redditi da lavoro.
Valutato con il modello delle Nazioni Unite, il TTIP appare favorire la dis-integrazione economica dell’Europa piuttosto che la sua integrazione, sia da un punto di vista commerciale che economico e sociale.

Ritengo che, come minimo, questo indichi che gli studi ufficiali non offrano una base solida per una decisione informata sul TTIP, sia da parte del nostro Governo che dagli altri governi europei.

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

 

 

 

 




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