La Marcia Perugia-Assisi è arrivata nel «buio» palestinese a Gerusalemme

Posted on in Europa e oltre 7 vedi

La Marcia Perugia-Assisi è arrivata nel «buio» palestinese a Gerusalemme

GERUSALEMME. Si è conclusa venerdì sera la «Missione di pace» in Israele e Territori palestinesi occupati promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani con il patrocinio di Andrea Riccardi, Ministro della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con la Rete Europea degli Enti Locali per la Pace in Medio Oriente, la Regione dell'Umbria e la Tavola della pace. Una missione che si è svolta, spiega il coordinatore dell'iniziativa, Flavio Lotti, sulle orme di Giorgio La Pira e a vent'anni dalla scomparsa di padre Ernesto Balducci. Oltre 200 fra giovani, giornalisti, insegnanti, amministratori locali, studenti, sportivi, esponenti di gruppi e associazioni, semplici cittadini provenienti da 90 città italiane, hanno portato la «Marcia Perugia-Assisi» in Medio Oriente per cercare, prima di ogni altra cosa, di focalizzare di nuovo l'attenzione della comunità internazionale su un conflitto irrisolto dà decenni, che da sempre è la «madre» di altri conflitti nella regione ma, sottolinea Flavio Lotti, che passa sempre meno sui mezzi d'informazione e rischia di scomparire, ponendo le basi per nuove escalation.

I partecipanti hanno avuto incontri con le famiglie, le associazioni e le istituzioni palestinesi della zona di Betlemme, Gerico, Hebron, Ramallah, Gerusalemme, con rappresentanti delle Nazioni Unite, con gli Enti Locali israeliani, sono andati in diversi campi profughi palestinesi, hanno partecipato a conferenze e dibattiti e tenuto una marcia di pace nel deserto. «In questa terra la parola pace ha perso di senso – dice Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, al manifesto – Qui si è consumata la capacità della comunità internazionale di dare soluzione a problemi che minacciano i nostri stessi interessi. Venire qui significa sollecitare il nostro paese a fare ciò che non ha ancora fatto. A cominciare dal chiedere un intervento internazionale per risolvere questo conflitto, altrimenti le conseguenze saranno gravi. Non è una questione di ottimismo e pessimismo ma di riconoscimento della realtà». A proposito del disinteresse verso la questione palestinese da parte di Israele, Lotti spiega che «non comprendere che fare la pace con i palestinesi vuol dire ricominciare a ricostruire su nuove basi la propria sicurezza, significa precipitare nel buio, nel buio della guerra».

Alla critica di «buonismo» che viene da taluni rivolta alla Tavola della Pace, Lotti risponde che «occorre evitare che la questione palestinese diventi oggetto dell'interesse di una piccola minoranza, al contrario deve interessare tutti. Dobbiamo aiutare la crescita della consapevolezza e il livello di comprensione di questo conflitto presso un numero crescente di persone».
La maggior parte dei partecipanti ha fatto ritorno ieri in Italia.

(Da "Il Manifesto", 06/11/2012)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.