La lingua soltanto per le donne

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In Cina

La lingua segreta delle donne

Duemila caratteri, duemila tratti d’inchiostro, segni di un confine di libertà. Duemila sono gli ideogrammi del “Nushu”, l’unico linguaggio al mondo incomprensibile a qualunque uomo, perché ideato da donne per le donne. Inventata 3000 anni fa dalle contadine della provincia cinese di Jang Yong, e ora oggetto di studio di un gruppo di linguiste cinesi e giapponesi, la “scrittura delle donne” (questo il significato del termine Nushu) era un mezzo – l’unico – per sfuggire alla schiavitù. Quella dell’analfabetismo, innanzitutto: perché alle donne cinesi era negato l’accesso alle scuole, dove avrebbero imparato lo Hanzi, la scrittura ufficiale. Ma anche quella nei confronti dei propri mariti, davanti ai quali non godevano di alcun diritto. E, soprattutto, la schiavitù da cui non potevano fuggire: l’essere donne in un mondo dominato da uomini. Parola dopo parola, si inventarono un linguaggio segreto: per confidare sogni e sofferenze ad amiche, sorelle, madri. Una scrittura più dolce dello Hanzi, e capace di esprimersi solo in versi. Un linguaggio che segnava un terreno piccolo, ma inviolabile. Perché la libertà, spesso, è solo una parola. Ma a volte è, semplicemente, la possibilità di parlare, e raccontare.

(Da Grazia n. 37, settembre 2004).

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