La lingua italiana e le ore tagliate

Posted on in Politica e lingue 18 vedi

La lingua italiana e le ore tagliate

Concordo in pieno con gli interventi di quei docenti, che in questi giorni su vari quotidiani hanno criticato i tagli previsti nella riforma alle ore di Storia e Geografia, evidenziando i rischi di un ulteriore impoverimento culturale. Da parte mia vorrei far rilevare un altro elemento di criticità presente nel progetto di riforma: di fronte al grave processo di deverbalizzazione che coinvolge sempre più diffusamente le nuove generazioni, non solo finora non sono stati presi provvedimenti per correre ai ripari, ma addirittura nei quadri orari dei nuovi licei viene nel complesso eroso lo spazio dedicato all’educazione linguistica.

Questo rischia di avvenire anche nel Liceo Classico, in contraddizione con quella che dovrebbe essere la naturale vocazione di questo corso di studi; devo constatare infatti che anche nelle ultime bozze orarie uscite su Internet viene purtroppo confermata la decurtazione di due ore di Italiano al biennio: francamente non mi sembra accettabile in generale, ma in modo particolare in un Liceo Classico, che possa essere ridotto lo spazio per lo studio della nostra lingua, in un momento in cui tutte le statistiche dimostrano quanto invece ci sarebbe bisogno di un suo rilancio.

Sono intervenuto più volte nel sito dell’INDIRE in cui si sta discutendo della riforma e mi avevano lasciato ben sperare alcuni interventi del prof. M. Bruschi, presidente della “Cabina di Regia” voluta dal Ministero, nei quali egli aveva concordato sulla necessità di un rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana, anche in relazione al primo ciclo di istruzione: l’incoerenza mi sembra evidente.

Il fatto è che le decisioni operative nell’ambito di questa riforma vengono prese in un quadro di drastica riduzione oraria, volta esclusivamente al contenimento di una spesa evidentemente ritenuta, in modo assai miope, improduttiva; o forse, al di là delle dichiarazioni di facciata, si vuole veramente portare a termine quel progetto di scuola per formare docili clienti, privi di senso critico e di strumenti di interpretazione ed espressione, che a suo tempo con grande lucidità aveva denunciato Lucio Russo nel libro “Segmenti e bastoncini”.

Prof. Lodovico Guerrini

Liceo Classico “Piccolomini” – Siena

(29 gennaio 2010)

FONTE: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89424&sez=HOME_MAIL




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.