La lingua è un bene intangibile, non possiamo permetterci di lasciar morire la Società Dante Alighieri

Posted on in Politica e lingue 12 vedi

Nuovo esilio (da evitare) per Dante

di Mario Giro

Il 2015 è il 750° della nascita di Dante Alighieri, ma potrebbe essere anche ricordato come l’anno della fine della Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da Giosuè Carducci per diffondere la lingua italiana nel mondo. Dal 2009 i tagli hanno più che dimezzato il contributo alla Dante Alighieri e il 2013 si è chiuso con un passivo per circa 500mila euro. 

L’aspetto paradossale è che il dissesto riguarda solo la sede in Italia. All’estero l’insegnamento della nostra lingua – la quarta più studiata al mondo – è un affare redditizio per le 400 Società Dante, in attivo per circa 20 milioni di euro. Il fatto è che ogni società locale è autonoma, mentre in Italia la centrale è un ente pubblico e quasi non può ricevere donazioni private né usufruire delle agevolazioni del 5 per mille.

È in corso la trasformazione della ragione sociale della Società in una Onlus, più flessibile e legata alla sua rete. Ma ci vuole tempo. Così in Italia la Dante si spegne nell’indifferenza generale, mentre all’estero la sua fama cresce.

Se nel prossimo triennio il contributo pubblico di 555mila euro annui non aumenterà, il deficit diverrà insostenibile e la Dante a Roma chiuderà.
(Da ilsole24ore.com, 4/11/2013).

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.