La lingua dell’impero. Perché l’inglese impedirà il declino dell’influenza americana.

Posted on in Politics and languages 4 view

Articolo tratto da Foreign Policy. Posted By Ali Wyne Monday, June 8, 2009 – 22:38
http://experts.foreignpolicy.com/posts/ … y_language


La lingua dell’impero.
Perché l’inglese impedirà il declino dell’influenza americana.

Di questi tempi è facile essere pessimisti circa la posizione degli Stati Uniti nel mondo. La crisi finanziaria ha gettato nella vergogna Wall Street per il suo comportamento sconsiderato in un momento in cui l’impatto economico della Cina sta crescendo rapidamente. I capi di stato al G-20 hanno fatto appello ad un mondo multipolare, sebbene le loro "ricette" siano sembrate fini a se stesse. Perfino il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli USA ha concluso che gli Stati Uniti "saranno meno dominanti" tra un quarto di secolo nella relazione Global Trends 2025 dell’anno scorso.Tuttavia per coloro i quali dichiarano l’ordine post-americano del mondo un fatto compiuto, esiste un grande problema: la lingua inglese sta conquistando i cuori e le menti più velocemente di quanto possa mai fare qualsiasi politica. Con l’aggiunta, datata 10 giugno, di "noob" (descrizione negativa di un nuovo partecipante ad un determinato progetto o gruppo) al suo vocabolario, l’inglese ostenterà un milione di parole – due volte tanto quelle del cantonese, quattro volte tanto quelle dello spagnolo, e 10 volte tanto quelle del francese. Si prevede che metà della popolazione mondiale parlerà inglese entro il 2015. E dato che l’inglese è sul cammino di diventare la lingua non ufficiale del mondo, gli Stati Uniti ne costituiranno molto probabilmente il principale scenario.Le statistiche la dicono tutta. A metà 2007, l’International Herald Tribune ha dichiarato che "l’inglese viene parlato in una qualche maniera da un numero tre volte superiore di non nativi, piuttosto che nativi." L’inglese è la prima lingua per 400 milioni di persone, ed è seconda lingua per un numero tra i 300 e i 500 milioni di persone, ha scritto l’IHT. Aggiungete i 750 milioni di persone che hanno studiato l’inglese come lingua straniera e raggiungerete la quota di 1 miliardo di appartenenti al mondo anglofono. Ogni giornale influente a livello globale è scritto in inglese oppure possiede una versione in inglese. Lo stesso vale per l’ambito delle scienze, in cui più del 90 per cento dei più importanti giornali del mondo sono stampati in inglese. Con tutto questo in campo, non c’è da sorprendersi che il mercato globale di prodotti e servizi per l’inglese come seconda lingua valga 50 miliardi di dollari (cifra maggiore di quella del PIL della Lituania del 2008).
Perché questa esplosione dell’inglese? E’ tutta questione di ascesa sociale. In Cina, sostituta putativa del superpotere dell’America, l’apprendimento dell’inglese viene considerato come un accesso alla sicurezza della classe media; 300 milioni di persone lo parlano lì, e altri 350 milioni di persone lo parlano in India. Secondo una recente relazione del Chicago Council on Global Affairs, una percentuale tra il 96 e il 100 per cento della popolazione in Cina, Indonesia, Giappone, Sud Corea, e Vietnam ritiene che i bambini debbano imparare l’inglese. Il loro obiettivo si riflette in più del 90 per cento delle scuole elementari giapponesi che offrono programmi d’insegnamento inglesi. I bambini in Cina iniziano ad imparare l’inglese al terzo anno di scuola elementare e più di 50.000 centri di insegnamento di inglese offrono un’istruzione aggiuntiva. Chris Gibson, il direttore del British Council del Sud dell’India, desidera raggiungere l’obiettivo che ogni abitante del Sud dell’India parli inglese entro il 2010, a tal punto egli crede che l’inglese diverrà un linguaggio mondiale codificato (le operazioni di Penguin Books’ in India, nel frattempo, hanno già l’acquolina in bocca di fronte a quello che vedono come il fronte del mercato della lingua inglese che cresce più rapidamente).I paesi asiatici non sono i soli anglofili. Dal 1998, agli studenti argentini viene richiesto di fare due ore di inglese a settimana dalla quarta elementare fino alle superiori. Nello stesso anno, il Cile ordinò che le scuole statali iniziassero ad offrire programmi di insegnamento dell’inglese al quarto anno di istruzione, piuttosto che al settimo. L’inglese è lingua a scelta nelle classi di molti stati africani. E perfino l’Europa continentale ha posto crescente enfasi sull’apprendimento dell’inglese. Il preside della Facoltà di Economia e Commercio della Scuola di amministrazione aziendale ESSEC in Francia, Laurent Bibard,ha dichiarato al The New York Times, che la scuola sta adottando l’inglese perché "è la lingua per l’insegnamento internazionale."L’inglese, ha continuato, "permette che studenti vengano da ogni parte del mondo e che i nostri studenti – francesi – vadano ovunque."La tendenza suggerisce che l’influenza dell’inglese si prepara ad aumentare nei decenni a venire. Considerate questa previsione del responsabile dell’Asia per il McKinsey Global Institute: "Entro il 2100, il mondo passerà da un pianeta consistente di 7.000 lingue a uno di un paio di centinaia tutt’al più…L’inglese rappresenterà il maggiore mezzo di comunicazione in molti paesi e il secondo per diffusione in Cina, Giappone, Corea, e in molte parti dell’Africa e dell’America Latina – così come lo è già ora nella maggior parte dell’Europa."La lingua sorregge letteralmente il progresso umano – permette ai bambini di apprendere, agli scrittori di scrivere, ai consumatori di comprare, alle aziende di produrre, ai capi di stato di negoziare, alle persone di viaggiare, e rende possibile proprio qualsiasi altra cosa che riuscite a immaginare. Che si tratti del Latino durante il primo secolo o del francese nel 18esimo, grandi potenze e lingue franche internazionali tendono a camminare a braccetto. Così, mentre la fase unipolare potrebbe essersi conclusa, la crescente influenza dell’inglese assicurerà che la potenza degli Stati Uniti non tramontino ad un certo punto, in un prossimo futuro.

_______________________
ORIGINALE:
It’s easy to be pessimistic about the United States’ standing in the world these days. The financial crisis shamed Wall Street for reckless behavior at a time when China’s economic clout is fast rising. Leaders at the G-20 called for a multi-polar world, even as their prescriptions looked to be self-fulfilling. Even the U.S. National Intelligence Council concluded that the United States "will be less dominant" a quarter of the way into the new century in last year’s Global Trends 2025 report.
But for those who claim that the post-American world is a fait accompli, there is one big problem: The English language is winning hearts and minds faster than politics ever can. With the June 10 addition of "noob" (a pejorative description of a newcomer to a particular task or group) to its lexicon, English will boast one million words – twice as many as Cantonese, four times as many as Spanish, and 10 times as many as French. Half the world’s people are projected to be speaking English by 2015. And so long as English is on track to become the world’s unofficial language, the United States will likely be center stage.
The stats say it all. In mid-2007, the International Herald Tribune stated that "English is spoken in some form by three times as many nonnative speakers as native speakers." English is a first language for 400 million people, and a fluent second for between 300 and 500 million more, the IHT wrote. Add on top of that the 750 million who have studied English as a foreign language and you have well over 1 billion members of the English-speaking world. Every globally influential newspaper is either written in English or has an English-language version. The same is nearly true for science, where more than 90 percent of the world’s major journals are printed in English. With all this at stake, it’s no surprise that the global market for English-as-a-second-language training products and services is worth $50 billion (that’s more than Lithuania’s 2008 GDP).
Why the English explosion? It’s all about upward mobility. In China, America’s putative superpower replacement, learning English is considered a gateway to middle-class security; 300 million people speak it there, and another 350 million people speak it in India. According to a recent report by the Chicago Council on Global Affairs, between 96 and 100 percent of people in China, Indonesia, Japan, South Korea, and Vietnam believe children should learn English. Their goal is reflected in the more than 90 percent of Japanese elementary schools that offer English programs. Children in China start learning the language in third grade and more than 50,000 English-training centers there offer further instruction. Chris Gibson, the British Council’s director for South India, aims to have every South Indian speaking it by 2010, at which point he believes that English will be a codified world language (Penguin Books’ operations in India, meanwhile, are salivating at what they see as the world’s fastest-growing English-language market).
Asian countries aren’t alone in their anglophilia. Since 1998, Argentinean students have been required to take two hours of English per week from fourth grade through high school. That same year, Chile mandated that government-run schools begin offering English instruction starting in fifth rather than seventh grade. English is the language of choice in the classrooms of many African countries. And even continental Europe has placed growing emphasis on learning English. The Dean of MBA programs at France’s ESSEC Business School, Laurent Bibard, told The New York Times that the school is adopting English because "it’s the language for international teaching." English, he continued, "allows students to be able to come from anyplace in the world and for our students — the French ones — to go everywhere."
The trends suggest that English’s influence is primed to increase in the decades ahead. Consider this forecast by the Director of Asia for the McKinsey Global Institute: "By 2100, the world will go from a 7,000-language planet to a couple of hundred languages at the most…English will be the major medium of communication in many countries and the second-most prevalent in China, Japan, Korea, and much of Africa and Latin America – as it already is in most of Europe."
Language quite literally anchors human progress – it allows children to learn, authors to write, consumers to buy, companies to produce, leaders to negotiate, people to travel, and enables just about anything else that you can imagine. Whether it’s Latin during the first century or French in the 18th, great powers and global lingua francas tend to go together. So while the unipolar moment may be over, the growing influence of English will ensure that the United States doesn’t fade into the sunset anytime soon.
Ali Wyne is a junior fellow at the Carnegie Endowment for International Peace.




0 Comments

No comments yet
Leaving the first to comment on this article.
You need or account to post comment.