La lingua comune della specie umana 18esimo Obiettivo ONU Post-2015: i Radicali scrivono a Gentiloni, nonché a Gozi e Mogherini.

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La lingua comune della specie umana 18esimo Obiettivo ONU Post-2015: i Radicali scrivono a Gentiloni, nonché a Gozi e Mogherini.

Da New York la piccola delegazione Radicale che si sta occupando della lingua comune della specie umana presso le Nazioni Unite scrive al Ministro Gentiloni, e ai co-interessati Sottosegretario Gozi e Alto Rappresentante Mogherini, affinché l’Italia si batta perché tra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, ce ne sia un diciottesimo, quello della Lingua Comune per Tutti che, come Obiettivo, incredibilmente non c’è nemmeno questa volta che dagli 8 previsti nel 2000-2015 gli obiettivi sono diventati, per il Post-2015, 17.

Ricordando come “per assicurare la pace, la fratellanza ed il benessere all’umanità, l’organizzazione progenitrice delle Nazioni Unite, la League of Nations, pose subito tra i suoi obiettivi più importanti, quello della Lingua Comune per Tutti” approvando unanimamente durante la sua terza Assemblea Generale il Rapporto sull’Esperanto come “International Auxiliary Language” con anche il supporto convinto di Lord Robert Cecil, insignito del Nobel della Pace nel 1937 e, purtroppo, il veto della Francia (il francese era la lingua della diplomazia in quegli anni).

Oggi riaffermare tale volontà di pace e progresso per l’intero genere umano è prioritario e – si legge nella lettera – per questo il Governo italiano dovrebbe mettersi all’opera, puntando sull’eccezionalità dell’obiettivo, imparagonabile a qualsiasi altro e, malgrado il punto avanzato dei negoziati – che comunque si protrarranno fino alla firma del 25-26 settembre 2015 –  faccia di tutto perché venga aggiunto l’obiettivo della lingua comune della specie umana entro il 2030.

Considerato che bisognerebbe prospettare l’iniziativa anche all’interno dell’EEAS, il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, – continua lo missiva – certamente essa potrà trovare giusto ascolto e impulso da parte dell’italiana Federica Mogherini, e ciò sarà anche un ottimo modo di porre e prospettare una soluzione alla questione della discriminazione linguistica italiana per l’oligopolio anglo-franco-tedesco nell’Unione.

Basti ricordare anche solo il recente regime anglo-franco-tedesco del Brevetto Unitario al quale l’Italia ha aderito. Esso avrà tre Corti dislocate in Gran Bretagna, Francia e Germania, ma cosa accadrà quando un tribunale francese o tedesco avrà ordinato il sequestro dei beni aziendali e il blocco dei conti bancari di imprenditori italiani? Quando sapremo che un giudice lontano, che non parla la nostra lingua e viceversa, con un complicato provvedimento scritto in una lingua straniera, avrà vietato in tutta l’Unione europea il commercio di prodotti fabbricati da nostre società? Cosa accadrà quando quell’imprenditore italiano per difendersi da un’accusa che gli viene magari da un concorrente europeo, e in una lingua che non è la sua ma di quel concorrente e di quel tribunale, avrà dovuto impegnare una grande quantità di tempo e spendere moltissimo denaro per reclamare giustizia in una peregrinazione che lo porterà a Monaco o a Londra o a Parigi?

Il Ministro Gozi – si fa ancora presente nella lettera – nel nostro ultimo incontro, si era detto favorevole alla tenuta di un Convegno proprio sul tema della lingua federale europea, ebbene credo che quell’importante convegno possa avere un decisivo viatico risolutore proprio da qui, dalle Nazioni Unite”.




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