La lingua batte

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“La lingua batte” e fa anche divertire

di Lorenzo Guadagnucci

Stefano Antonelli ha introdotto la prima puntata citando Fernando Pessoa: “La fortuna di un popolo – ha scritto il grande poeta portoghese – dipende dallo stato della sua grammatica, non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio”.
Con un incipit così “La lingua batte” non poteva che proseguire occupandosi della nostra Costituzione, “la più bellissima del mondo” secondo la scherzosa affermazione di Roberto Benigni ma davvero considerata un capolavoro di chiarezza da linguisti e letterati. “I costituenti – ha spiegato Tullio De Mauro – capirono che dopo vent’anni di regime c’era bisogno di chiarezza sui principi e sul disegno generale. Perciò scelsero frasi lineari e di straordinaria brevità, come se si fossero ispirati alle “Norme per la redazione di un testo radiofonico” di Carlo Emilio Gadda, che però sono del ‘53”.
“La lingua batte” andrà in onda su Radiotre alle 14 tutti i sabati (sì, questo è il plurale corretto, lo ha spiegato Luca Serianni nella rubrica di dialogo con gli ascoltatori) e sarà una letizia per gli innamorati della lingua. Nulla di serioso, sia chiaro. Promette assai bene la rubrica di storia della canzone italiana con analisi linguistica: ieri è toccato a “L’anno che verrà” di Lucio Dalla (1979). Il conduttore, fra le altre cose, ha messo in luce i numerosi e arguti rimandi interni. Bella anche l’incursione nella scuola di italiano per stranieri gestita dalla ong Asinitas e spassosissimo “Il muro del pianto… linguistico”, ossia il repertorio di frasi fotografate per strada. Spicca la difficile gestione della lettera h. Si va dall’innamorato che scrive un geniale “Mi ahi deluso” (segno di dolore?), all’altro, apparente poliglotta, che confessa “Kiki non a senso per me la my vita senza te”… Imperdibile la rassegna completa disponibile nel profilo Facebook del programma”.
(Da La Nazione, 13/1/2013).




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