La Gran Bretagna ostacola il progresso politico dell’Ue

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Questo è un altro punto chiave, la Gran Bretagna con la sua politica
indebolisce l'Unione Europea.
Con tutto l'amore che io riserbo per questo paese nel quale ho lavorato e
vissuto, non posso tacere davanti al loro comportamento in politica estera.
Il governo di Blair nonostante le forti contrarietà nell'opinione pubblica
continua a perseguire una politica egoista e che in fondo non ha futuro.
Si avvantaggia economincamente dall'appartenenza all'Unione Europea (ex è
stato citato il problema dell'import-export dell'acciaio tra EU e USA) ma
continua imperterrita ad ostacolare ogni progresso politico dell'UE (basti
pensare alla costituzione europea).
Ora l'importanza del Regno Unito sia politicamente che economicamente è
notevole in Europa, noi dell'Europa continentale abbiamo bisogno della sua
partecipazione attiva nell'Unione e non vogliamo diventi un semplice penso o
addirittura il nostro tallone d'Achille.
E' ora che il Regno Unito e Blair si rendano conto di far parte dell'Unione
Europea e non degli Stati Uniti d'America.
La sua “sudditanza” agli USA non è accettabile.
Chiari son gli interessi di una ex potenza ad affiancarsi alla nuova potenza
ma ora gli equilibri stanno cambiando e l'Europa si trova ad avere un
potneziale nettamente superiore agli USA, sia come mercato (l'UE è ormai il
mercato più grande al mondo), sia come propulsore culturale e scientifico,
sia come sviluppatore di un sitema politico- economico-sociale solidale.
E' ora che il Regno Unito si sbilanci verso di noi e che cominci a sentire
gli interessi del continente che la ospita, comprendendone i limiti e le
necessità.
Un primo passo che riterrei apprezzablile sarebbe ad esempio l'adesione
all'euro.


Pietro De Matteis
cosdemat@tin.it

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