La definitiva abrogazione dell’art.25 del D. Lgs n. 226/2005

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Al Ministro della Pubblica Istruzione
Alla VII Commissione Istruzione della Camera
Alle Organizzazioni Sindacali
Ai Dirigenti Scolastici
All’associazione ANILS
Alle associazioni ANIF – ADILT – AISPI Scuola

I docenti di lingue straniere, sempre più preoccupati del trattamento riservato alla seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado, in vista di auspicabili ed eventuali aggiustamenti da apportare alla riforma Moratti, che da quest’anno scolastico 2006-07 é a regime, ritengono opportuno fare alcune doverose riflessioni, da sottoporre all’attenzione delle su indicate autorità.
Si evidenzia che nel corpo docente esistono, purtroppo profondissime differenze e disparità, ma le più importanti e mai sottolineate sono quelle legate soprattutto alla materia insegnata: se prendiamo in considerazione la seconda lingua comunitaria, che sia francese, tedesco, spagnolo, é sempre più relegata ad ancella minore della lingua inglese, per la quale l’ordinamento prevede tre ore, contro le insufficienti due ore per la seconda lingua, come se fosse più facile o meno importante. Bisognerebbe riportare equilibrio in un orario scolastico che ha purtroppo qualche difetto.

C O N S I D E R A TO

– che l’apprendimento/insegnamento di una lingua per essere efficacemente gestito ha bisogno di spazi e tempi più distesi delle due ore settimanali per classe, insufficienti per far acquisire agli allievi le competenze necessarie sia orali che scritte.
– che nei paesi della Comunità Europea, come per esempio la Francia, sono dedicate almeno tre ore
alla seconda lingua comunitaria.

V I S T O

-che esistono difficoltà oggettive, derivanti dal combinare così tanti spezzoni per raggiungere 18 ore settimanali, poiché la seconda lingua comunitaria è in molte scuole a scelta della famiglia o dell’alunno: la probabilità di avere 9 classi in scuole diverse è altissima e questo significa moltiplicare le ore da trascorrere a scuola per consigli di classe, collegi e altro.

V A L U T A N D O

– un terzo ordine di problemi, mai messo in risalto, quello di correggere 250 compiti in classe al mese, che a conti fatti porterebbero via dalle 20 ore o giù di li che nessuno considera.

E S A M I N A N D O

– Un quarto ordine di problemi, ultimo ma non meno importante: La disparità di trattamento economico, nonché di carico di lavoro. Per essere più precisi: i docenti a tempo determinato della seconda lingua comunitaria, pur lavorando per 18 ore frontali in classe, l’equivalente di una cattedra, sono pagati solo fino al termine delle attività didattiche, cioè sino alla fine di giugno, malgrado affrontino ogni anno il peso degli esami scritti e orali in diverse terze classi; mentre gli insegnanti sempre a tempo determinato di altre discipline, come per esempio lettere o matematica, se la cattedra è vacante, hanno il privilegio di essere pagati sino alla fine di agosto, pur non avendo esami da portare avanti.

Gli insegnanti della seconda lingua comunitaria

C H I E D O N O

– Una attenta, spassionata e profonda riflessione sulle problematiche legate all’insegnamento/ apprendimento delle altre lingue comunitarie.
– La definitiva abrogazione dell’art.25 del D. Lgs n. 226/2005 che ripropone una visione miope e del tutto al di fuori di un sano contesto internazionale, tutelando in modo discriminatorio solo la lingua inglese.

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4 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial">Al Ministro della Pubblica Istruzione <br>Alla VII Commissione Istruzione della Camera <br>Alle Organizzazioni Sindacali <br>Ai Dirigenti Scolastici <br>All’associazione ANILS <br>Alle associazioni ANIF – ADILT - AISPI Scuola <br><br><br><br>I docenti di lingue straniere, sempre più preoccupati del trattamento riservato alla seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado, in vista di auspicabili ed eventuali aggiustamenti da apportare alla riforma Moratti, che da quest’anno scolastico 2006-07 é a regime, ritengono opportuno fare alcune doverose riflessioni, da sottoporre all’attenzione delle su indicate autorità. <br>Si evidenzia che nel corpo docente esistono, purtroppo profondissime differenze e disparità, ma le più importanti e mai sottolineate sono quelle legate soprattutto alla materia insegnata: se prendiamo in considerazione la seconda lingua comunitaria, che sia francese, tedesco, spagnolo, é sempre più relegata ad ancella minore della lingua inglese, per la quale l’ordinamento prevede tre ore, contro le insufficienti due ore per la seconda lingua, come se fosse più facile o meno importante. Bisognerebbe riportare equilibrio in un orario scolastico che ha purtroppo qualche difetto. <br><br>C O N S I D E R A TO <br><br>- che l’apprendimento/insegnamento di una lingua per essere efficacemente gestito ha bisogno di spazi e tempi più distesi delle due ore settimanali per classe, insufficienti per far acquisire agli allievi le competenze necessarie sia orali che scritte. <br>- che nei paesi della Comunità Europea, come per esempio la Francia, sono dedicate almeno tre ore <br>alla seconda lingua comunitaria. <br><br>V I S T O <br><br>-che esistono difficoltà oggettive, derivanti dal combinare così tanti spezzoni per raggiungere 18 ore settimanali, poiché la seconda lingua comunitaria è in molte scuole a scelta della famiglia o dell’alunno: la probabilità di avere 9 classi in scuole diverse è altissima e questo significa moltiplicare le ore da trascorrere a scuola per consigli di classe, collegi e altro. <br><br>V A L U T A N D O <br><br>- un terzo ordine di problemi, mai messo in risalto, quello di correggere 250 compiti in classe al mese, che a conti fatti porterebbero via dalle 20 ore o giù di li che nessuno considera. <br><br>E S A M I N A N D O <br><br>- Un quarto ordine di problemi, ultimo ma non meno importante: La disparità di trattamento economico, nonché di carico di lavoro. Per essere più precisi: i docenti a tempo determinato della seconda lingua comunitaria, pur lavorando per 18 ore frontali in classe, l’equivalente di una cattedra, sono pagati solo fino al termine delle attività didattiche, cioè sino alla fine di giugno, malgrado affrontino ogni anno il peso degli esami scritti e orali in diverse terze classi; mentre gli insegnanti sempre a tempo determinato di altre discipline, come per esempio lettere o matematica, se la cattedra è vacante, hanno il privilegio di essere pagati sino alla fine di agosto, pur non avendo esami da portare avanti. <br><br>Gli insegnanti della seconda lingua comunitaria <br><br>C H I E D O N O <br><br>- Una attenta, spassionata e profonda riflessione sulle problematiche legate all’insegnamento/ apprendimento delle altre lingue comunitarie. <br>- La definitiva abrogazione dell’art.25 del D. Lgs n. 226/2005 che ripropone una visione miope e del tutto al di fuori di un sano contesto internazionale, tutelando in modo discriminatorio solo la lingua inglese. </DIV>[addsig]

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial">Al Ministro della Pubblica Istruzione <br>Alla VII Commissione Istruzione della Camera <br>Alle Organizzazioni Sindacali <br>Ai Dirigenti Scolastici <br>All’associazione ANILS <br>Alle associazioni ANIF – ADILT - AISPI Scuola <br><br><br><br>I docenti di lingue straniere, sempre più preoccupati del trattamento riservato alla seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado, in vista di auspicabili ed eventuali aggiustamenti da apportare alla riforma Moratti, che da quest’anno scolastico 2006-07 é a regime, ritengono opportuno fare alcune doverose riflessioni, da sottoporre all’attenzione delle su indicate autorità. <br>Si evidenzia che nel corpo docente esistono, purtroppo profondissime differenze e disparità, ma le più importanti e mai sottolineate sono quelle legate soprattutto alla materia insegnata: se prendiamo in considerazione la seconda lingua comunitaria, che sia francese, tedesco, spagnolo, é sempre più relegata ad ancella minore della lingua inglese, per la quale l’ordinamento prevede tre ore, contro le insufficienti due ore per la seconda lingua, come se fosse più facile o meno importante. Bisognerebbe riportare equilibrio in un orario scolastico che ha purtroppo qualche difetto. <br><br>C O N S I D E R A TO <br><br>- che l’apprendimento/insegnamento di una lingua per essere efficacemente gestito ha bisogno di spazi e tempi più distesi delle due ore settimanali per classe, insufficienti per far acquisire agli allievi le competenze necessarie sia orali che scritte. <br>- che nei paesi della Comunità Europea, come per esempio la Francia, sono dedicate almeno tre ore <br>alla seconda lingua comunitaria. <br><br>V I S T O <br><br>-che esistono difficoltà oggettive, derivanti dal combinare così tanti spezzoni per raggiungere 18 ore settimanali, poiché la seconda lingua comunitaria è in molte scuole a scelta della famiglia o dell’alunno: la probabilità di avere 9 classi in scuole diverse è altissima e questo significa moltiplicare le ore da trascorrere a scuola per consigli di classe, collegi e altro. <br><br>V A L U T A N D O <br><br>- un terzo ordine di problemi, mai messo in risalto, quello di correggere 250 compiti in classe al mese, che a conti fatti porterebbero via dalle 20 ore o giù di li che nessuno considera. <br><br>E S A M I N A N D O <br><br>- Un quarto ordine di problemi, ultimo ma non meno importante: La disparità di trattamento economico, nonché di carico di lavoro. Per essere più precisi: i docenti a tempo determinato della seconda lingua comunitaria, pur lavorando per 18 ore frontali in classe, l’equivalente di una cattedra, sono pagati solo fino al termine delle attività didattiche, cioè sino alla fine di giugno, malgrado affrontino ogni anno il peso degli esami scritti e orali in diverse terze classi; mentre gli insegnanti sempre a tempo determinato di altre discipline, come per esempio lettere o matematica, se la cattedra è vacante, hanno il privilegio di essere pagati sino alla fine di agosto, pur non avendo esami da portare avanti. <br><br>Gli insegnanti della seconda lingua comunitaria <br><br>C H I E D O N O <br><br>- Una attenta, spassionata e profonda riflessione sulle problematiche legate all’insegnamento/ apprendimento delle altre lingue comunitarie. <br>- La definitiva abrogazione dell’art.25 del D. Lgs n. 226/2005 che ripropone una visione miope e del tutto al di fuori di un sano contesto internazionale, tutelando in modo discriminatorio solo la lingua inglese. </DIV>[addsig]

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<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial">Al Ministro della Pubblica Istruzione <br>Alla VII Commissione Istruzione della Camera <br>Alle Organizzazioni Sindacali <br>Ai Dirigenti Scolastici <br>All’associazione ANILS <br>Alle associazioni ANIF – ADILT - AISPI Scuola <br><br><br><br>I docenti di lingue straniere, sempre più preoccupati del trattamento riservato alla seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado, in vista di auspicabili ed eventuali aggiustamenti da apportare alla riforma Moratti, che da quest’anno scolastico 2006-07 é a regime, ritengono opportuno fare alcune doverose riflessioni, da sottoporre all’attenzione delle su indicate autorità. <br>Si evidenzia che nel corpo docente esistono, purtroppo profondissime differenze e disparità, ma le più importanti e mai sottolineate sono quelle legate soprattutto alla materia insegnata: se prendiamo in considerazione la seconda lingua comunitaria, che sia francese, tedesco, spagnolo, é sempre più relegata ad ancella minore della lingua inglese, per la quale l’ordinamento prevede tre ore, contro le insufficienti due ore per la seconda lingua, come se fosse più facile o meno importante. Bisognerebbe riportare equilibrio in un orario scolastico che ha purtroppo qualche difetto. <br><br>C O N S I D E R A TO <br><br>- che l’apprendimento/insegnamento di una lingua per essere efficacemente gestito ha bisogno di spazi e tempi più distesi delle due ore settimanali per classe, insufficienti per far acquisire agli allievi le competenze necessarie sia orali che scritte. <br>- che nei paesi della Comunità Europea, come per esempio la Francia, sono dedicate almeno tre ore <br>alla seconda lingua comunitaria. <br><br>V I S T O <br><br>-che esistono difficoltà oggettive, derivanti dal combinare così tanti spezzoni per raggiungere 18 ore settimanali, poiché la seconda lingua comunitaria è in molte scuole a scelta della famiglia o dell’alunno: la probabilità di avere 9 classi in scuole diverse è altissima e questo significa moltiplicare le ore da trascorrere a scuola per consigli di classe, collegi e altro. <br><br>V A L U T A N D O <br><br>- un terzo ordine di problemi, mai messo in risalto, quello di correggere 250 compiti in classe al mese, che a conti fatti porterebbero via dalle 20 ore o giù di li che nessuno considera. <br><br>E S A M I N A N D O <br><br>- Un quarto ordine di problemi, ultimo ma non meno importante: La disparità di trattamento economico, nonché di carico di lavoro. Per essere più precisi: i docenti a tempo determinato della seconda lingua comunitaria, pur lavorando per 18 ore frontali in classe, l’equivalente di una cattedra, sono pagati solo fino al termine delle attività didattiche, cioè sino alla fine di giugno, malgrado affrontino ogni anno il peso degli esami scritti e orali in diverse terze classi; mentre gli insegnanti sempre a tempo determinato di altre discipline, come per esempio lettere o matematica, se la cattedra è vacante, hanno il privilegio di essere pagati sino alla fine di agosto, pur non avendo esami da portare avanti. <br><br>Gli insegnanti della seconda lingua comunitaria <br><br>C H I E D O N O <br><br>- Una attenta, spassionata e profonda riflessione sulle problematiche legate all’insegnamento/ apprendimento delle altre lingue comunitarie. <br>- La definitiva abrogazione dell’art.25 del D. Lgs n. 226/2005 che ripropone una visione miope e del tutto al di fuori di un sano contesto internazionale, tutelando in modo discriminatorio solo la lingua inglese. </DIV>[addsig]

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