La Costituzione italiana anche in arabo, cinese, filippino, albanese…

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Carta fondamentale tradotta nelle lingue delle comunità più numerose

La Costituzione in cinese, filippino e ucraino

di Federico De Rosa

Un’edizione multilingue della Costituzione per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
L’idea a prima vista potrebbe anche non sembrare così originale. Se non fosse che ad averci pensato è una compagnia telefonica cinese, «3», di proprietà del gruppo Hutchinson Whampoa. E che le lingue in cui sarà tradotta la Carta non sono il solito inglese, francese o spagnolo, che pure ci saranno, ma albanese, arabo, cinese, filippino, romeno e ucraino. Quelle cioè delle comunità straniere più numerose in Italia.
«Pensiamo che chi ha scelto l’Italia per vivere e lavorare – spiega Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 e ideatore dell’iniziativa – abbia il diritto e il dovere di conoscere lo strumento basilare su cui costruire la propria integrazione e partecipazione alla vita collettiva del Paese».
La compagnia telefonica che quest’anno festeggia i dieci anni di vita stamperà 250-300 mila copie della Carta. Saranno disponibili a partire da aprile nei punti vendita 3 per chi sottoscriverà l’offerta «Welcome to Italy», dedicata alla clientela cosiddetta «etnica». Un bacino enorme, sempre più centrale nelle strategie delle società di telefonia mobile, che la compagnia telefonica mobile punta a catturare con qualcosa in più rispetto alle consuete offerte tariffarie dedicate. Che pure di questa iniziativa rappresentano comunque l’architrave. Novari racconta che l’idea gli è venuta leggendo una lettera aperta del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, intitolata «Figlio mio lascia questo Paese» in cui invitava appunto il figlio a emigrare.
Novari rispose invitando invece i giovani a «rimanere per cambiarlo, questo Paese, dove serve, col tempo che ci vuole fosse anche un sempre» e a riscoprire «l’orgoglio di essere italiani». Orgoglio che, secondo il manager, è bene che imparino anche i «nuovi italiani» ossia gli stranieri che decidono di stabilirsi qui in modo permanente. «La Costituzione – ricorda Novari – propone a una platea di potenziali Nuovi Italiani la nostra Costituzione come la tavola dei valori in cui si riconoscono tutti gli italiani, stranieri gli uni agli altri fino a che, 150 anni fa, non è stata costruita la loro casa comune».
(Dal Corriere della Sera, 1/2/2011).




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