La Brexit, un sacrificio per salvare l’Europa.

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Editoriale
La Brexit un sacrificio per salvare l’Europa.

Amici inglesi, giacché siete i soli ad essere tentati dalla “Brexit” non fatevi persuadere dagli argomenti dei sostenitori del “Restare” e votate per l’“Andar via”, il 23 giugno! Sarò onesto: non è davvero nel vostro interesse lasciare l’UE. E’ evidente che i sostenitori della Brexit vi mentono facendovi credere che, da soli, stareste meglio in un mondo che è già dominato dagli Stati Uniti, l’ Asia e domani l’Africa, così come l’Europa che voi odiate, è così da voi soggiogata ideologicamente , da governare ventotto nazioni nella vostra lingua.
Ma chi se ne frega! Qui, io difendo il punto di vista dell’Unione, ed è nel suo interesse che voi l’abbandoniate. Se rimanete rovinerete la nostra vita come mai prima: David Cameron sarà l’unico leader europeo che è stato in grado di vincere un referendum sull’Europa e quindi recuperare un ruolo centrale nel gioco comunitario. Lui e suoi successori negozieranno concessione dopo concessione per seppellire completamente il sogno federalista dei padri dell’Europa e completare la trasformazione del Vecchio Continente in una zona di libero scambio sempre più cedevole. Ogni speranza di un soprassalto europeo sarà definitivamente sepolto: già l’Unione sta morendo, per la non volontà dei governi europei ad andare oltre, la scena nazionale è ormai dappertutto dominata dagli indipendentisti che hanno sequestrato il dibattito e, a volte, il potere, come in Europa orientale. I valori europei sono andati in frantumi, come dimostra l’abbandono del diritto di asilo, e i partiti di governo ritengono che un’elezione può essere vinta solo dalla formazione euroscettica, anche se l’elezione presidenziale austriaca ha dimostrato l’esatto contrario …
Scomparso, con il “Restare”, il pungolo della paura di un crollo immediato dell’Unione, politicamente ed economicamente oneroso, perché assumersi rischi elettorali con la concessione di nuove quote di sovranità , come è accaduto durante la crisi della euro zona? Tanto più che queste quote di sovranità produrranno effetti solo dopo anni. Così continuare a vivacchiare sui diritti europei, anche se sono ogni giorno sempre più attaccati. In altre parole, amici inglesi, il rimanere nell’Unione eviterà una crisi immediata, ma impiomberà in maniera duratura il progetto europeo fino alla disintegrazione finale. L’Europa che voleva pesare, in un mondo in cui l’Occidente inesorabilmente diventerà un numero trascurabile, non sarà che un “progetto fallito” che farà sorridere leader cinesi, indiani o anche americani. Solo una vostra uscita spettacolare potrebbe permettere un soprassalto. Io non sono un fan della “crisi benefica”, ma l’Europa è già in trance, e solo uno choc importante potrebbe svegliare e obbligare i leader più visionari (se ne rimangono) a reagire per evitare una disintegrazione mortale.
Il vostro sacrificio per il bene comune europeo sarebbe grande, un sacrificio che, lo ammetto, potrebbe portare alla scomparsa del Regno Unito di Gran Bretagna, la Scozia, perfino l’ Irlanda del Nord potrebbero essere tentate dall’indipendenza. Ma in realtà, sarebbe solo la quarta volta che verreste in aiuto delle tribù europee divise, dopo la lotta contro l’Impero francese dopo i due Reich tedeschi e a caro prezzo. Quindi amici inglesi, un po’ di coraggio! Lasciatevi convincere da leader brillanti come Nigel Farage o Boris Johnson che vogliono in fondo solo il bene degli europei. E, promesso, fra venti anni vi faremo tornare. Alle nostre condizioni, naturalmente, con il capestro e vestito di bigello: un piccolo prezzo da pagare per salvare il sogno europeo.
Jean Quatremer corrispondente da Bruxelles.
(Da liberation.fr, 31/5/2016).

 

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