La battaglia per l`esperanto

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Un lettore ha denunciato l`assenza di insegnanti d`inglese nella scuola elementare frequentata.da suo figlio. Vorrei che il lettore comprendesse che l`inglese non è un diritto, ma implica un asservimento.
Il diritto, sancito dalla Dichiarazione dei diritti dell`uomo e contenuto nella nostra Costituzione, è quello a non essere discriminati in base alla propria lingua. I popoli non anglofoni sono discriminati in tutto il mondo. Il figlio del lettore è costretto ad apprendere la lingua dei suoi coetanei inglesi o americani. Questi ultimi invece non apprendono nessun`altra lingua. E un meccanismo che solo in Europa costa 350 miliardi di curo l`anno ai Paesi non anglofoni. Tutto questo denaro va a vantaggio della Gran Bretagna, che ne risparmia 18. Consiglio al lettore di lottare per i diritti linguistici di suo figlio. L`associazione che presiedo si occupa proprio di questo. Il 90% delle lingue del mondo rischia di estìnguersi entro il secolo e l`espansione incontrollata dell`inglese ne è la causa prevalente. Solo l`adozione immediata dell`esperanto come lingua internazionale può fermare il genocidio linguistico. Per questo, come radicali, sosteniamo l`esperanto come diritto dell`umanità. Vogliamo che i nostri Figli abbiano le stesse possibilità dei bambini americani. Il Miur ha imposto ]`obbligo di certificazione del livello b2 d`inglese per l`insegnamento di qualsiasi disciplina. In altre parole, per insegnare l`italiano bisogna sapere l`inglese. Il governo sta privando i nostri giovani della libertà linguistica. Le università pullulano di corsi di laurea interamente in lingua inglese. Non è questo il futuro che vogliamo per la scuola italiana. Giorgio Pagano Roma

Il Messaggero, pag. 16




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