La barriera linguistica online.

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La barriera linguistica online.

La diffusione di Internet si scontra con la scarsa quantità di contenuti nelle lingue locali.

di Mike Orcutt.

Non importa quanti droni di Facebook o palloni di Google prenderanno il volo nel giro dei prossimi anni; resta il fatto che la grande maggioranza dei contenuti Internet è disponibile solamente in alcune lingue. La dominanza di queste lingue potrebbe limitare l’attrattività di Internet per i nuovi arrivati – o accelerare la loro adozione di nuove lingue.
La Banca Mondiale stima che l’80 percento del contenuto online sia disponibile solamente in una di 10 lingue: inglese, cinese, spagnolo, giapponese, arabo, portoghese, tedesco, francese, russo e coreano.
Approssimativamente 3 miliardi di persone nel mondo parlano solamente una di queste lingue come prima lingua. Oltre la metà del contenuto online è però scritta in lingua inglese che, secondo le stime del browser Web Mozilla e del gruppo industriale di commercio GSMA, viene compresa da appena il 21 percento del mondo
Mozilla e GSMA stimano che l’hindi, la prima lingua per all’incirca 260 milioni di persone, costituisce meno dello 0.1 percento del contenuto online. Stando a una recente stima delle nazioni Unite, appena il 3 percento del contenuto online è disponibile in arabo, la lingua primaria di circa 240 milioni di persone.
Parte della sfida sta nel fatto che i paesi in via di sviluppo, all’interno dei quali risiede il 94 percento della popolazione mondiale offline , presentano una diversità linguistica pressoché doppia rispetto ai paesi sviluppati. In India, ad esempio, vengono utilizzate circa 425 lingue differenti.
Wikipedia evidenzia la natura prevalentemente in lingua inglese di Internet. Esistono oltre 4 milioni di articoli in inglese, e nessuna altra lingua viene rappresentata da più di 2 miloni di articoli. Appena 15 altre lingue vengono utilizzate per più di 500,000 articoli, mentre altri 7,002 linguaggi non compaiono da nessuna parte.
(Da linkiesta.it, 7/4/2015).

 

 




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