Italiano in Europa, Pagano: Roba dell’altro Mondo

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Roba dell’altro “Mondo”

Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto risponde a Enrico Romagna – Manoja, autore dell’editoriale “Berlusconi rinunci all’Italiano in Europa (battaglia antiquata a Bruxelles)” pubblicato da Il Mondo, 26 agosto 2008.

È roba dell’altro mondo quanto ancora oggi viene affermato dall’autore dell’editoriale pubblicato su Il Mondo del 26 agosto 2008, Enrico Romagna – Manoja, relativamente alla questione linguistica europea. Infatti, Enrico Romagna – Manoja non considera minimamente i veri costi dell’Unione Europea, i quali non sono quelli da lui esposti, bensì, quelli derivanti da un problema di democrazia e di discriminazione in termini di diritto e di economia. In realtà, l’utilizzo sempre più esclusivo della lingua inglese nelle Istituzioni Europee sta creando ai cittadini membri non anglofoni non poche difficoltà di accesso alla vita comunitaria, difficoltà che si trasformano in vere discriminazioni. Basti pensare che non è ancora stato calcolato il costo che pesa su ogni paese non anglofono l’apprendimento della lingua inglese ma possiamo farcene un’idea, leggendo un articolo pubblicato su Repubblica gli scorsi mesi, che parla di un costo approssimativo di 20.000 euro per ogni famiglia italiana, quindi nel totale 46 miliardi di euro per tutte le famiglie italiane. Al contrario, i cittadini anglofoni non spendendo soldi e tempo per imparare un’altra lingua godranno di un guadagno che ammonta a 18 miliardi di euro all’anno, più di 10 volte quello che spende l’Unione Europea per assicurare il multilinguismo nelle sue Istituzioni.

È questo il vero scandalo di cui nessuno sembra accorgersene. L’inglese non è la soluzione ma il problema da risolvere, un problema per la comunicazione internazionale la cui soluzione è l’adozione di una lingua federale che faccia da crogiolo della comune patria europea salvaguardando le identità e culture di tutti i popoli e non assicurando la fine delle lingue e culture dei nativi europei così come l’inglese l’ha assicurata ai nativi americani.

I Ministri e Parlamentari italiani dovranno continuare a lottare per non sottomettersi ad una politica discriminatoria, assicurando una politica linguistica fondata sull’equità degli Stati Membri e dovranno, allo stesso tempo, impegnarsi per rafforzare il ruolo dell’italiano nel mondo.

 

Questo messaggio è stato modificato da: Ufficio_Stampa, 27 Ago 2008 – 15:32

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