Italiano che cambia

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Quelle parole scacciate dal vocabolario

di Carlo Donati

Preoccupato per la propria “adustezza”, alla fine dell’”edima” l’ “abbadatore” si concesse un “pacchio” in “baccanella” e poi fece anche adeguato “panaggio”. Ma che lingua è? Italiano si direbbe, che cosa poi significhi la frase resta del tutto oscuro. Sono parole fuori corso, cadute in disuso, abbandonate: “adustezza” (magrezza), “edima” (settimana), “abbadatore” (operaio della solfatara), “pacchio” (pasto abbondante), “baccanella” (bettola, osteria), “panaggio” (provvista di pane). Queste e altre mille sono state cancellate dal vocabolario Devoto-Oli, della

Le Monnier, nella nuova edizione curata da Luca Serianni e Maurizio Trifone.

Dopo la gara di arruolamento di parole nuove prodotta dall’irruzione di nuove scienze, nuovi mestieri e nuovi mezzi di comunicazione, che ha segnato le uscite dei vocabolari degli ultimi anni, sembra che la moda corrente stia diventando quella di cancellare le parole vecchie. Del resto chi può aver bisogno di usare oggi, fra quelli eliminati, vocaboli come “feneratore” (usuraio), “bischizzare” (fantasticare), “santese” ( sagrestano)“chitare” (lasciare)? E’ la domanda che si devono essere posti il professor Trifone e il professor Serianni revisionando il contenuto del precedente Devoto-Oli. E la risposta è comprensibile e ragionevole, anche per un motivo molto pratico e cioè che i vocabolari hanno ormai raggiunto un numero di pagine al livello di guardia, oltre duemila sempre e in certi casi anche oltre tremila. (Tutti, è vero, sono ormai dotati di cd-rom, ma per ora questo strumento è considerato poco più di un giocattolo).

Analoghi sacrifici si compiono anche altrove. Per esempio alla Zanichelli con lo Zingarelli. Qui sappiamo che esiste anche un simpatico “braccio della morte”, un elenco dove vengono raccolte le parole non più usate e in attesa di giudizio. E ogni anno la ghigliottina cala su alcune centinaia. Fra le ultime giustiziate: “accattamori” (chi va in cerca di avventure amorose), “dormitoso” (sonnolento), “espillare” (pelare), “chioccione” (chi sta volentieri accanto al fuoco).

Naturalmente non sono sempre le stesse da un vocabolario all’altro. Niente di male, perché ciascun lessicografo ha gusti e criteri di valutazione differenti. Così succede che “feneratore”, cancellato dal Devoto, sopravvive nello Zingarelli sia pure con la crocetta che significa termine arcaico. Lo stesso vale per “santese”, “bischizzare”, “pacchio” e persino per “edima” e altre ancora.

Dove porterà questa strage degli innocenti non lo sappiamo. Peccato., perché molte parole saranno inutili ma spesso bellissime. E poi è persino rischioso, conoscendo la nostra burocrazia. Già lo vediamo sulla Gazzetta Ufficiale un provvedimento che aumenta gli stipendi dei “santesi” e che definisce tale provvedimento “secretorio” (decisivo), altro termine eliminato. Forse bisognerà inventare un vocabolario delle parole cancellate. Non si sa mai.

(Da La Nazione, 15/11/2004).

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1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Quelle parole scacciate dal vocabolario<br /><br />
di Carlo Donati<br /><br />
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Preoccupato per la propria “adustezza”, alla fine dell’”edima” l’ “abbadatore” si concesse un “pacchio” in “baccanella” e poi fece anche adeguato “panaggio”. Ma che lingua è? Italiano si direbbe, che cosa poi significhi la frase resta del tutto oscuro. Sono parole fuori corso, cadute in disuso, abbandonate: “adustezza” (magrezza), “edima” (settimana), “abbadatore” (operaio della solfatara), “pacchio” (pasto abbondante), “baccanella” (bettola, osteria), “panaggio” (provvista di pane). Queste e altre mille sono state cancellate dal vocabolario Devoto-Oli, della <br /><br />
Le Monnier, nella nuova edizione curata da Luca Serianni e Maurizio Trifone.<br /><br />
Dopo la gara di arruolamento di parole nuove prodotta dall’irruzione di nuove scienze, nuovi mestieri e nuovi mezzi di comunicazione, che ha segnato le uscite dei vocabolari degli ultimi anni, sembra che la moda corrente stia diventando quella di cancellare le parole vecchie. Del resto chi può aver bisogno di usare oggi, fra quelli eliminati, vocaboli come “feneratore” (usuraio), “bischizzare” (fantasticare), "santese" ( sagrestano)“chitare” (lasciare)? E’ la domanda che si devono essere posti il professor Trifone e il professor Serianni revisionando il contenuto del precedente Devoto-Oli. E la risposta è comprensibile e ragionevole, anche per un motivo molto pratico e cioè che i vocabolari hanno ormai raggiunto un numero di pagine al livello di guardia, oltre duemila sempre e in certi casi anche oltre tremila. (Tutti, è vero, sono ormai dotati di cd-rom, ma per ora questo strumento è considerato poco più di un giocattolo).<br /><br />
Analoghi sacrifici si compiono anche altrove. Per esempio alla Zanichelli con lo Zingarelli. Qui sappiamo che esiste anche un simpatico “braccio della morte”, un elenco dove vengono raccolte le parole non più usate e in attesa di giudizio. E ogni anno la ghigliottina cala su alcune centinaia. Fra le ultime giustiziate: “accattamori” (chi va in cerca di avventure amorose), “dormitoso” (sonnolento), “espillare” (pelare), “chioccione” (chi sta volentieri accanto al fuoco).<br /><br />
Naturalmente non sono sempre le stesse da un vocabolario all’altro. Niente di male, perché ciascun lessicografo ha gusti e criteri di valutazione differenti. Così succede che “feneratore”, cancellato dal Devoto, sopravvive nello Zingarelli sia pure con la crocetta che significa termine arcaico. Lo stesso vale per “santese”, “bischizzare”, “pacchio” e persino per “edima” e altre ancora.<br /><br />
Dove porterà questa strage degli innocenti non lo sappiamo. Peccato., perché molte parole saranno inutili ma spesso bellissime. E poi è persino rischioso, conoscendo la nostra burocrazia. Già lo vediamo sulla Gazzetta Ufficiale un provvedimento che aumenta gli stipendi dei “santesi” e che definisce tale provvedimento “secretorio” (decisivo), altro termine eliminato. Forse bisognerà inventare un vocabolario delle parole cancellate. Non si sa mai.<br /><br />
(Da La Nazione, 15/11/2004). <br /><br />
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