Italiani bocciati Slovacchi e portoghesi parlano meglio‏

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LA RICERCA LO STUDIO DI «ENGLISH FIRST» SU 2 MILIONI DI ADULTI
Insufficienti le ore di lezione a scuola I film Solo il 3 per cento guarda spesso programmi televisivi e film in versione originale

MILANO – Grandi viaggiatori ma con scarse conoscenze linguistiche. Così potrebbero essere descritti gli italiani, da sempre giramondo curiosi – sulle orme di Cristoforo Colombo e Marco Polo – e maestri nell' arte della comunicazione non verbale, con quei gesti delle mani teatrali ma efficaci che ci fanno riconoscere all' estero. Eppure ancora troppo sprovveduti quando si tratta di parlare bene in inglese. Impietosa la fotografia scattata dal rapporto 2011 sul livello di conoscenza dell' inglese pubblicato da English First (EF), una delle maggiori scuole di lingue a livello internazionale. Il documento si basa sui test d' inglese svolti da oltre 2 milioni di adulti in tutto il mondo. Secondo i dati raccolti, gli italiani si piazzano per le loro abilità linguistiche al 23esimo posto su 44, con un punteggio di 49.05 su 75. Dopo Paesi come Portogallo, Argentina, Slovacchia e Costa Rica. Il giudizio sui nostri connazionali è durissimo: siamo di fronte a un «basso livello di competenza». Da che cosa dipende? Gettando uno sguardo al settore dell' istruzione, emerge che solo da pochi anni nel nostro Paese i bambini hanno iniziato a studiare l' inglese appena entrati nella scuola primaria: a quel livello, però, gli insegnanti non devono avere necessariamente una formazione specialistica in lingua. Alle scuole superiori, poi, le ore dedicate alle lezioni d' inglese sono in media 3 a settimana, con uno stop al secondo anno (tre anni prima della fine del ciclo scolastico) per certi indirizzi. Poco lo spazio dedicato alle lingue anche lontano dai banchi di scuola. Lo dimostrano i dati non proprio incoraggianti raccolti da Eurostat, l' ufficio statistico dell' Unione Europea. Secondo le «Statistiche culturali» diffuse il 14 aprile 2011, ben il 51% degli italiani intervistati ha dichiarato di amare solo la cucina nostrana, di non avere amici provenienti da altri Paesi né contatti di lavoro con enti o persone straniere. Preoccupante anche il rapporto con libri, cinema e mezzi d' informazione: solo il 3% guarda spesso programmi tv o film in lingua originale (contro il 55% dell' Estonia, il 74% della Danimarca e l' 80% del Lussemburgo). Uguale la percentuale di chi legge giornali stranieri, che colloca l' Italia al fanalino di coda insieme a Irlanda e Bulgaria. Sono infine il 2% i lettori che in libreria preferiscono evitare le traduzioni in italiano per assaporare meglio il valore delle opere. Risultati molto bassi per una nazione che è l' ottava al mondo per esportazioni e la quinta per il numero di turisti in arrivo. Secondo EF, la scarsa padronanza dell' inglese è di solito legata a salari più bassi: il Pil pro capite è di circa 35.000 dollari in Paesi con un basso livello di competenza, mentre raggiunge gli 85.000 dove il livello è alto. Una ragione in più per dedicarsi allo studio della lingua di Shakespeare e Bono Vox.

Sara Bicchierini

Il corso Il programma Speak Easy è il nuovo corso multimediale d' inglese del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport , in edicola a partire da oggi (2,80 euro la prima uscita, 12,90 le altre, più il prezzo del quotidiano). Ogni lunedì i lettori potranno mettersi alla prova con una lezione di lingua «atipica»: grazie alla partecipazione di Piero Chiambretti nei contenuti video e alle canzoni scelte da Clive, dj britannico che dal 2001 su Radio Montecarlo insegna inglese a tempo di musica. E così, sulle note di One o di I got a feeling , è più facile trovare le parole per descrivere un amore («we' re one but we are not the same») o le aspettative per una festa in vista («I gotta feeling that tonight' s gonna be a good night») Dvd e cd Ogni cofanetto contiene un Dvd video in cui Clive, nelle vesti di insegnante, guida l' alunno Piero Chiambretti alla scoperta dell' inglese. A verificare che la pronuncia sia perfetta, addirittura la regina Elisabetta, impersonata da una sosia altrettanto perfetta. In ogni uscita, due contenuti extra: la video-ricetta di un tipico piatto britannico e una parola chiave, illustrata attraverso gli esempi d' uso più significativi. Nel cd audio in allegato, una selezione musicale effettuata da Clive raccoglie i brani anglofoni più famosi degli ultimi cinquant' anni e ne analizza le espressioni più utili. A duettare con il dj, ospiti americani che vanno da Heather Parisi a Kay Rush e Dan Peterson, per mettere in evidenza le differenze fra l' inglese britannico e quello americano

Bicchierini Sara

Pagina 37
(29 agosto 2011) – Corriere della Sera




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