Italiani all’estero, Legge stabilità: accolto Odg Micheloni

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Presso Commissione Bilancio

Italiani all’estero, Legge stabilità: accolto Odg Micheloni

Necessario, nello spirito della spending review, eliminare i costi eccessivi presso il Ministero degli Affari Esteri e destinare i fondi recuperati ad interventi a favore della comunità all’estero

Il Senatore Claudio Micheloni ha presentato un ordine del giorno in sede di esame del decreto "disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici". L'ordine del giorno, discusso nel corso della riunione tra la Commissione Bilancio e la Commissione Finanza e Tesoro del 20 dicembre, è stato accolto dal Governo.

"Ho presentato questo ordine del giorno nella consapevolezza dell'urgenza di concretizzare la spending review, tenendo ben presente che numerose voci di spesa a carico del Ministero degli Affari Esteri si prestano a sensibili riduzioni con l'obiettivo di poter utilizzare tali risorse per attuare interventi a sostegno delle politiche in favore degli italiani all'estero e anche della cooperazione allo sviluppo. Un intervento necessario in considerazione dei significativi tagli che questi settori hanno subito negli ultimi anni".

L'ordine del Giorno del Senatore Micheloni impegna quindi il Governo "a richiamare gli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all'estero alla fine dell'anno scolastico 2011-2012 e a destinare i risparmi così realizzati al finanziamento degli Enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero che utilizzano insegnanti assunti in loco; a ridurre, in misura permanente, l'indennità di servizio all'estero di cui all'articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 e a destinare i relativi risparmi di spesa a favore delle Camere di Commercio italiane all'estero, del Museo Nazionale dell'Emigrazione, per il funzionamento dei Comites e per il funzionamento del CGIE e al rifinanziamento della Cooperazione allo sviluppo di cui alla legge n. 49 del 1987". L'ordine del giorno, impegna il Governo anche a predisporre un piano del Ministero degli Affari Esteri, a partire dal 1° gennaio 2012, al fine di attuare "la ristrutturazione del personale diplomatico-amministrativo dislocato nelle sedi all'estero al fine di raggiungere entro il 31 dicembre 2014 il seguente rapporto: il 20% del personale delle sedi all'estero deve essere composto da diplomatici e amministrativi di ruolo inviati dal MAE, e l'80% rappresentato da personale a contratto assunto in loco". I risparmi prodotti da tali provvedimenti, saranno destinati ad un "apposito fondo istituito presso il MAE che viene ripartito annualmente, in via esclusiva, in misura pari all'80% in favore dei servizi decentrati e della rete consolare all'estero, e per la restante quota a favore degli obiettivi di miglioramento della spesa pubblica".

22 dicembre 2011




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

LINGUA ITALIANA: FEDI (PD), INSERIMENTO IN CURRICULUM LOCALE APRE OPPORTUNITA'<br />
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"Credo sia stato utile aprire il confronto nel Partito Democratico sui temi della promozione e diffusione di lingua e cultura italiane nel mondo". Lo ha dichiarato Marco Fedi, deputato Pd. "Arriviamo in forte ritardo ad affrontare il tema della riforma di questo settore. I tagli drastici e drammatici imposti dal Governo Berlusconi, che ancora cerchiamo di contrastare con l’azione parlamentare tesa al recupero di risorse, anche con gli incontri che abbiamo chiesto al Governo, hanno comportato una nuova condizione: la condizione della sopravvivenza. Credo che i tempi siano maturi per una vera riforma che guardi agli interessi più generali del Paese. Non possono vincere gli interessi corporativi ed abbiamo il dovere di assumere in piano questa responsabilità anche dopo la spending review, che non va demonizzata o enfatizzata, ma che deve fornici gli strumenti di analisi della spesa dai quali programmare gli interventi e gettare le basi di una proposta di riforma che parta anche dal buon lavoro già svolto alla Camera. Credo sia utile ricordare che oggi è l’inserimento nel curriculum scolastico locale ad aprire nuove opportunità, anche con forti risparmi per lo Stato. Il personale formato in loco diventa non solo una scelta dettata dal risparmio ma anche un scelta saggia ed obbligata. Utilizzare queste opportunità non mette in discussione l’articolo 33 della Costituzione: al contrario, ne rende possibile la piena attuazione per gli italiani nel mondo. Ritengo che comunque l’esigenza fondamentale sia dotarsi di strumenti, anche normativi, tali da garantire la diversità degli interventi, attraverso il pieno riconoscimento e la valorizzazione della diversità delle singole realtà. Il Piano Paese che diventa anche piano di interventi articolato secondo le esigenze dei vari Paesi. La proposta di riforma, infine, deve appartenere alla nostra storia, rispondere alle nostre aspirazioni, fare riferimento alla esperienza politico culturale dei Comites e del CGIE e dei tanti soggetti che all’estero hanno costruito le opportunità di integrazione e diffusione di lingua e cultura italiane che esistono oggi e che rischiano di perdersi".<br />
(<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.agenparl.it,18/1/2012">http://www.agenparl.it,18/1/2012</a><!-- m -->)

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