ITALIANI ALL’ESTERO – EUROPA -LINGUA ITALIANA – MIN.RONCHI(POL.EUROPEE):COSI’ NON SI COSTRUISCE L’EUROPA ESCLUSO L’IT

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"Le modalità con cui si svolgeranno i nuovi concorsi dell’Unione Europea sono inaccettabili. L’Italia non può assistere passivamente all’affermazione di un trilinguismo di fatto (FRANCESE, INGLESE E TEDESCO) e per questo il governo italiano è intenzionato a presentare ricorso. Non è così che si costruisce l’Europa". E’ la posizione espressa dal Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, dopo la pubblicazione del nuovo bando di concorso dell’Ufficio di selezione del personale dell’UE (EPSO), il primo nel nuovo formato che dovrebbe selezionare in tempi rapidi i futuri funzionari europei."

L’iniziativa europea emerge in tutta la sua evidenza negativa per il plurilinguismo, in generale, ed in particolare per la lingua italiana in un momento in cui a Roma si punta – attraverso l’iniziativa della Società Dante Alighieri e l’iniziativa dei Parlamentari della Circoscrizione estero – ad un rilancio della strategia di promozione e tutela dell’italiano all’estero. Un italiano che non sia solo lingua di cultura ma,anche d’affari e di lavoro, come ha tenuto a sottolineare il Sottosegretario agli AFfari Esteri, Sen. Mantica.

Spiega il ministro delle Politiche Europee Ronchi "i nuovi concorsi EPSO pur introducendo novità importanti per la selezione del personale delle istituzioni europee, come la minore durata dei concorsi, continuano a presentare una inammissibile discriminazione linguistica sia come prove di concorso che nella stessa compilazione della domanda (solo in francese, inglese e tedesco)".

Tre le lingue privilegiate: inglese, francese o tedesco, ma superato questo test, il bando richiede la conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’Unione e la conoscenza soddisfacente di una seconda lingua da scegliere sempre tra francese, inglese o tedesco. Una penalizzazione nei confronti della lingua italiana che deve terminare".

Ed è una penalizzazione che ha riflessi concreti: "d’ora in poi chi vorrà lavorare nell’UE sa che dovrà studiare una delle tre lingue privilegiate. In questo modo, saranno penalizzati tutti gli altri idiomi compreso il nostro. Con il forte rischio che i posti vengano comunque assegnati sempre più a francofoni, germanofoni o anglofoni".

D’altra parte, non è la prima volta che la lingua italiana viene discriminata a livello europeo. Già nel 2008, un ricorso presentato dall’Italia ha prodotto una sentenza del Tribunale di primo grado dell’UE che annullò la decisione della Commissione di pubblicare i bandi di concorso soltanto in tedesco, francese e inglese. "Oggi i bandi – rivendica il Ministro Ronchi – vengono pubblicati rigorosamente anche in italiano".

Ma l’Italia si è ripetutamente lamentata per una "condotta penalizzante verso la nostra lingua" che comprende anche la pubblicazione dei brevetti europei, il taglio dei traduttori in italiano, fino al caso eclatante avvenuto nel 2007 con il sito Internet dedicato al 50° anniversario del Trattato di Roma inizialmente presentato con l’esclusione dell’italiano, cioè della lingua del Paese dove quel Trattato di cui si celebrava la ricorrenza era stato firmato.

Già nell’agosto 2008, in un editoriale, il Ministro Ronchi definiva come "un pericolo concreto" le condotte penalizzanti nei confronti dell’italiano e annunciava l’intenzione del governo di "impugnare i provvedimenti che non abbiano rispettato il plurilinguismo".

La Commissione europea ha tenuto ad assicurare, nella giornata di ieri, che dal 2011 anche le prove di pre-selezione per i concorsi per funzionari europei si svolgeranno in tutte le 23 lingue dell’Unione e che da tempo Bruxelles si sta attrezzando per ampliare la scelta delle lingue nei concorsi europei.

Ma i vicepresidenti dell’Europarlamento gli italiani Roberta Angelilli e Gianni Pittella "il criterio arbitrario scelto per l’attuale selezione rischia di risultare discriminatorio e lesivo del principio di parità e di trattamento". E fanno appello al Mediatore europeo per "violazione del principio del multilinguismo, che dovrebbe essere riconosciuto e tutelato dall’Unione Europea" in una lettera inviata anche al Presidente della Commissione europea, al Commissario del Multilinguismo, al Presidente del Parlamento europeo e al presidente del Consiglio europeo.

Mentre, gli eurodeputati italiani Potito Salatto, Salvatore Tatarella, Paolo Bartolozzi, Enzo Rivellini, Licia Ronzulli hanno annunciato la presentazione di una interrogazione per capire con quali criteri vengano tradotte le domande per partecipare a concorsi così importanti e per scongiurare che episodi del genere si ripetano ancora.(06/05/2010-ITL/ITNET)

http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=18041




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