Italiani all’estero, Alfredo Mantica ha ‘stimolato’ i giovani della GIA – di Giampiero Pallotta‏

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'Si sono impegnati a trasformare in bilingue il loro sito internet. Un altro ottimo proposito, direi fondamentale, e’ che non si limiteranno piu’ ad organizzare i soliti forum, ma anche momenti aggregativi nei quali creare delle occasioni di vera e propria promozione della lingua italiana'

Punti nell’orgoglio, i giovani italo/australiani della GIA (Giovani Italo/Australiani), hanno voluto “sfoggiare” la loro “italianità” ad Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel mondo, incontrandolo e dimostrandogli di saper parlare fluentemente l’italiano. Si sono poi impegnati a trasformare in bilingue il loro sito internet. Un altro ottimo proposito, direi fondamentale, e’ che non si limiteranno piu’ ad organizzare i soliti “forum”, ma anche “momenti aggregativi” nei quali creare delle occasioni di vera e propria promozione della lingua italiana. Ottimo! Tutto questo sarà molto piu’ facile da raggiungere con la partecipazione dei sempre piu’ numerosi giovani che continuano ad arrivare dall’Italia.

C’e’ una sola cosa pero’ che mi preoccupa un tantino. Da anni seguo l’attività’ dei giovani. Ho notato che molte loro associazioni sono nate e morte in un “battibaleno”, fa eccezione la GIA che esiste (con cambiamenti e rimaneggiamenti) da alcuni anni. Mentre nelle associazioni fondate dai “Giganti” rimane la cattiva e “deleteria” abitudine che i presidenti restano a vita, nelle associazioni dei giovani c’e’ sempre stata una “moria” precoce dei presidenti e dei componenti dei comitati. Molti dei giovani, che sembravano “rampanti” alcuni anni fa, sono scomparsi nel nulla. Non si e’ piu’ sentito parlare, ad esempio, né dei quattro “selezionati” (si fa per dire) dal COMITES (Comitato Italiani all’Estero) di Sydney, e neppure degli altri “selezionati” dagli altri stati australiani che parteciparono a Roma alla prima conferenza dei giovani nel dicembre 2008. La verità e’ che non furono selezionati per “meriti” o per “valore professionale”, ma seguendo il “deprecabile” sistema italiano della “raccomandazione”.

Precedentemente a quella conferenza, il COMITES di Sydney pubblicò alcuni annunci sui giornali italiani invitando i giovani, dai 18 ai 35 anni, a candidarsi per essere “selezionati”. Gli annunci ebbero soltanto lo scopo di dimostrare che tutto si stava facendo con “trasparenza”, in realtà fu soltanto un bluff. A Roma furono mandati: una ragazza facenti funzione di segretaria al COMITES; una ragazza impiegata al CO.AS.IT. (l’ufficio e’ di fronte al COMITES); la figlia di un membro del COMITES; un ragazzo “raccomandato” da alcuni membri del COMITES amici del padre.
Probabilmente questi erano i giovani migliori, ma il COMITES, per “trasparenza”, doverosamente avrebbe dovuto pubblicare l’elenco di tutti quelli che avevano risposto agli annunci con tanto di nome, cognome e qualifica. Il COMITES di Sydney (ma non e’ il solo) e’ sempre stato lo specchio fedele del cattivo costume vigente in Italia: “inciuci” e “favoritismi”. Quello che e’ stato molto piu’ grave, che lascia l’amaro in bocca, e’ che quei “giovani” si sono prestati al gioco “poco onesto” per non rinunciare ad una gita di una settimana a Roma, spesati di tutto e con un bonus cash di 350 Euro da spendere a piacimento. Dovevano ribellarsi. Perché non l’hanno fatto? Forse perche’ “furbacchioni” tali e quali a quelli che loro criticherebbero se dalla parte lesa si fossero trovati loro? E’ auspicabile che i giovani, che ora gestiscono la GIA, non adottino questi metodi “disonesti” e siano consapevoli che per avere successo e’ necessario impegnarsi seriamente per migliorare il proprio talento che e’ l’unico modo per veder riconosciuti i propri meriti. Occorre poi molta partecipazione, non aver paura di affrontare le difficoltà ed i sacrifici che saranno molti e, talvolta, senza risultati. Ma non si scoraggino perche’ “niente e’ facile, ma nulla e’ impossibile”.

Giampiero Pallotta – ItaliachiamaItalia




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