ITALIA +30: Basta col monolinguismo coloniale, subito il federalismo linguistico europeo.

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“Al convegno Italia +30, Peluffo ha parlato addirittura di quadrilinguismo come requisito per la cittadinanza europea, mentre Polillo ha lamentato il ritardo italiano, e dell’Europa del Sud in generale, nel processo di “unificazione linguistica”, riferendosi ovviamente alla diffusione del monolinguismo inglese. Non è così. Gli europei del Sud sono i Resistenti alla colonizzazione linguistica inglese, ed è proprio da questo Sud che dovrebbe partire la contro-colonizzazione per la nascita di una vera cittadinanza europea.
L’Europa deve avere una lingua federale che faccia vivere le nostre lingue, e non coloniale, come l’inglese, che le sta uccidendo inesorabilmente. Ugualmente serve un esercito ed una polizia federale”.
Così Giorgio Pagano, segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, commenta gli interventi di Paolo Peluffo, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Gianfranco Polillo, Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, al convegno che si è chiuso ieri a Roma.
“Tra l’altro, Peluffo parla di dare qualità al capitale umano, riferendosi all’ormai smascherata tattica del multilinguismo utile ad imporre unicamente l’inglese. Non si capisce perché le nostre forze dell’ordine dovrebbero assoggettarsi alla lingua dei “bobbies” inglesi, mentre i “bobbies” non apprendono una sola parola della nostra né di altre lingue europee.
Invece che dover imparare forzatamente l’inglese più altre lingue straniere anche solo per essere cittadini a tutti gli effetti, potremmo risparmiare tutti 25 miliardi di euro con la Lingua Internazionale come scudo per le lingue nazionali, e lasciare la libertà a chi vuole di studiare ogni altra lingua. Anzi, saremmo lieti di venire noi stessi in Via di Priscilla per dimostrare gratuitamente alle forze di polizia quanto ci metterebbero ad imparare in un giorno di esperanto ciò che in inglese richiede mesi.
Potremmo così davvero investire più tempo ed energie nella formazione del capitale umano, piuttosto che rendere linguisticamente suddite le nostre forze dell’ordine a Scotland Yard”, conclude Pagano.

Roma, 20-11-2012




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