Istella, il motore italiano che non sa l’italiano.

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Il motore di ricerca italiano lanciato quest’anno con enfasi dai fondatori del motore Arianna in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e realizzato da Tiscali, ahinoi non sa l’italiano.

Cosicché ad un italiano viene spiegato che può “contribuire ad arricchire il progetto Istella, la grande digital library del sapere comune italiano”. Si avete letto bene “digital library”, nell’ormai asfissiante lingua inglese, una lingua che è divenuta quasi un gas nervino, che ti prende la gola e ti impedisce di pensare se non… in inglese.

Non libreria digitale o biblioteca digitale o, ancor più genericamente, teca digitale. No! Il sapere comune italiano va dentro un’inglesissima “digital library”. Ma come si può pensare di fare innovazione italiana là dove non si è nemmeno in grado di rendere in italiano semplici parole come queste? Dove non si conosce la grande profondità, varietà e possibilità creativa della nostra lingua!

Eppure gli obiettivi del progetto erano e sono interessanti: fornire all’utente un mezzo di ricerca in special modo per ciò che non è indicizzato dagli altri motori. Al contrario di Google non conserva i dati degli utenti, le loro ricerche o indirizzi IP.

 

Ad Istella ricordo che su www.centopercentoitaliano.it possono trovare alla voce “Dillo in italiano!” tutti i suggerimenti utili per conoscere le parole inglesi nella nostra madrelingua.

 

 
Nota di Giorgio Pagano



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