Io insegno l’italiano a te, tu insegni l’inglese a me

Posted on in Politica e lingue 18 vedi

Si diffonde la formula del « conversation exchange»: due chiacchiere al bar, via chat o su Skype per imparare le lingue.

 

 

Do ut des, win-win, tu aiuti me e viceversa. Un tandem, tradotto: parlami in italiano, io ti rispondo in inglese e entrambi risparmiamo sull’insegnante di lingue. Si chiama conversation exchange: due chiacchiere al bar, via chat o su Skype tra sconosciuti interessati l’uno all’idioma dell’altro. Giovanni, ad esempio, 26 anni, fa il bancario a Milano: «Cerco per motivi di lavoro qualcuno con cui rispolverare il mio tedesco», si legge nel suo annuncio sul sito conversationexchange.com. Due minuti, compare l’annuncio di Arianna: «Cerco qualcuno a Milano con cui perfezionare l’inglese in cambio di tedesco o francese». Forse Arianna e Giovanni non si incontreranno mai.

Capita, sui portali online per scambi linguistici «alla pari» (una soluzione sempre più in voga per chi non può permettersi le tariffe delle scuole di lingue: vedi il servizio sulle pagine di Uso e Consumo sul Corriere Milano del 27 febbraio). Si chatta, ci si studia e, come nei normali siti di incontri, spesso finisce che non ci si incontra. Oppure sì. Comunque non costa niente: «È proprio questo il vantaggio – ci spiega Giovanni in chat – tenersi in esercizio con la lingua in una scuola privata è dispendioso, farlo da soli è difficile. Se si è in due, e entrambi madrelingua, il guadagno è doppio: alleni la conversazione e conosci una persona nuova».

Sarà per questo che l’idea piace tanto: la sezione milanese di conversationexchange.com viaggia a una media di 10 annunci in mezz’ora; le lingue proposte vanno dal portoghese al giapponese passando per il marocchino, francese, hindi: un ventaglio degno della più attrezzata scuola private. Nela, 29 anni, cerca «qualcuno con cui parlare inglese, in cambio di spagnolo»; Kevin è canadese e ha bisogno di «migliorare il mio italiano as soon as possible». Iscriversi è semplice (basta una mail, la privacy è sacrosanta) e soprattutto gratis. Dai siti cometotalingua.com alle bacheche del Progetto Tandem all’università Statale, Bicocca e Politecnico (dove è possibile conversare con studenti universitari del progetto Erasmus) i luoghi aggregativi non mancano.

La molla è sempre il fattore risparmio, come sottolinea anche Riccardo, 30 anni, consulente. «Ho studiato il tedesco per cinque anni, sono appena tornato a Milano da Berlino e per lavoro avrei bisogno di migliorare la lingua», spiega nell’annuncio; e poi via chat: «Ci vuole pazienza: aspettare una risposta, scambiare online le informazioni di base, organizzare un vero incontro… non è come andare in una scuola privata: in compenso è gratis, e hai un confronto diretto con la lingua che in una classe con altre persone è impossibile». Certo, si perde tempo: «Una volta ho scambiato 36 mex in chat con una persona, inutilmente», scherza Riccardo. «E non mancano i “malintenzionati”: basti dire che ho saputo di questo sito da un amico… che lo utilizzava per rimorchiare».

Marina Sogliani

01 marzo 2014 (modifica il 03 marzo 2014)

Fonte: corrieredellasera.it  

 

 

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.