IO, BOVERO IDALIANO. Intervento forte con Della Loggia

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Corriere della Sera – sito internet del 1 settembre 2007 -CalendarioErnesto Galli della Loggia«IO, BOVERO IDALIANO» Per ora è solo una voce. Ma il contenuto è così allarmante che comunque è il caso di parlarne. Dunque l'IMT di Lucca, una scuola di eccellenza interuniversitaria che ha alcuni anni di vita, avrebbe intenzione d'impartire d'ora in poi tutti i suoi insegnamenti in inglese. Non solo per il dottorato in Economia o in Nanotecnologie—ciò che potrebbe avere ancora un senso — ma ad esempio anche per quello in Scienze Politiche. In inglese quindi il corso di Storia, di Diritto costituzionale, di Dottrine politiche, e così via, secondo la provincialissima fregola che sta prendendo piede dappertutto. Salto tutti i passaggi e arrivo al dunque: che cosa potrà mai restare della tradizione culturale italiana se settori addirittura d'eccellenza del suo sistema d'istruzione cominciano a rinunciare alla lingua nazionale? Invitare docenti stranieri, certo! Imporre agli studenti la conoscenza dell'inglese, certo! Ma davvero avremmo voluto vedere Marchesi, Mortati o Chabod insegnare in inglese?
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2 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial">Corriere della Sera – sito internet del 1 settembre 2007 -CalendarioErnesto Galli della Loggia«IO, BOVERO IDALIANO» Per ora è solo una voce. Ma il contenuto è così allarmante che comunque è il caso di parlarne. Dunque l'IMT di Lucca, una scuola di eccellenza interuniversitaria che ha alcuni anni di vita, avrebbe intenzione d'impartire d'ora in poi tutti i suoi insegnamenti in inglese. Non solo per il dottorato in Economia o in Nanotecnologie—ciò che potrebbe avere ancora un senso — ma ad esempio anche per quello in Scienze Politiche. In inglese quindi il corso di Storia, di Diritto costituzionale, di Dottrine politiche, e così via, secondo la provincialissima fregola che sta prendendo piede dappertutto. Salto tutti i passaggi e arrivo al dunque: che cosa potrà mai restare della tradizione culturale italiana se settori addirittura d'eccellenza del suo sistema d'istruzione cominciano a rinunciare alla lingua nazionale? Invitare docenti stranieri, certo! Imporre agli studenti la conoscenza dell'inglese, certo! Ma davvero avremmo voluto vedere Marchesi, Mortati o Chabod insegnare in inglese?</DIV>[addsig]

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

<DIV id=RTEmultiCSSID style="POSITION:Relative; FONT-FAMILY:Arial">Corriere della Sera – sito internet del 1 settembre 2007 -CalendarioErnesto Galli della Loggia«IO, BOVERO IDALIANO» Per ora è solo una voce. Ma il contenuto è così allarmante che comunque è il caso di parlarne. Dunque l'IMT di Lucca, una scuola di eccellenza interuniversitaria che ha alcuni anni di vita, avrebbe intenzione d'impartire d'ora in poi tutti i suoi insegnamenti in inglese. Non solo per il dottorato in Economia o in Nanotecnologie—ciò che potrebbe avere ancora un senso — ma ad esempio anche per quello in Scienze Politiche. In inglese quindi il corso di Storia, di Diritto costituzionale, di Dottrine politiche, e così via, secondo la provincialissima fregola che sta prendendo piede dappertutto. Salto tutti i passaggi e arrivo al dunque: che cosa potrà mai restare della tradizione culturale italiana se settori addirittura d'eccellenza del suo sistema d'istruzione cominciano a rinunciare alla lingua nazionale? Invitare docenti stranieri, certo! Imporre agli studenti la conoscenza dell'inglese, certo! Ma davvero avremmo voluto vedere Marchesi, Mortati o Chabod insegnare in inglese?</DIV>[addsig]

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