INTERVISTA A ROBERTO NACCARI REGISTA CON STEFANO BISULLI DELL’ISOLA DELLE ROSE

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Intervista a Roberto Naccari regista con Stefano Bisulli dell’Isola delle Rose

RIMINI – Notizie spettacoli – mer 01 lug 2009 di Marta Ileana Tomasicchio

La notte rosa di una nazione durata solo 55 giorniIl 1° luglio agli Agostiniani prima visione assoluta di ‘Insulo de la Rozoj’ Nel 1968 al largo di Torre Pedrera appare la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose e si staglia orgogliosamente per “vedere fiorire le rose sul mare”. Nel 2009, mentre la Riviera si tinge di rosa, con tanti concerti ed eventi, a Rimini si recupera anche la memoria perduta di questa micro-nazione. Non si tratta dunque della materializzazione di una mia fantasia psichedelica ma vera storia, ricostruita nel documentario ‘Insulo de la Rozoj’. La prima visione del film avverrà il 1 luglio per l’apertura di ‘Assalti al Cuore’, appuntamento che incrocia ‘La Notte Rosa’ e a questo proposito Roberto Naccari commenta: “…d'altronde è l’Isola delle Rose, il progettista si chiama Giorgio Rosa, mi sembra che tutto si sposti verso quella direzione”.Com’è nato il progetto?“Lo scorso anno io e Stefano Bisulli seguivamo un progetto di raccolta delle memorie di imprenditori del turismo nel dopoguerra. Da un bagnino abbiamo trovato la foto di una piattaforma e ci ha raccontato una storia confusa. Da lì ci si è aperto un mondo. Abbiamo scoperto che le persone coinvolte erano quasi tutte ancora viventi e reperibili, tra cui l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa, che si era costruito un’isola di fronte a Torre Pedrera, 750 metri al di fuori delle acque territoriali e che il 1° maggio ‘68 la dichiarò Stato Indipendente, utilizzando l’esperanto come lingua”.Una storia rivoluzionaria durata solo 55 giorni e che pochi riminesi conoscono…“Non la conosce nessuno e quelli che la conoscono ne hanno un ricordo confuso: era l’Isola del Casinò, ma non c’è mai stato un casinò. Per altri era un night club immorale o l’opera di potenze straniere. E’ stata ricettacolo delle paure del periodo ma anche proiezione di sogni di libertà. Castelli, il disegnatore di Martin Mystère, ha chiamato un album ‘L’Isola delle Rose’ dedicato alle micronazioni e in qualche tavola ne ricapitola la storia. Alcuni architetti canadesi hanno realizzato una serie di installazioni ispirate alle utopie e tra queste c’era una riproduzione dell’Isola delle Rose. Quindi continua a riaffiorare, ma la città che ha ospitato questa esperienza ne ha perso completamente la memoria”.Capiremo quindi cosa sia realmente successo?“Ormai siamo di casa dall’ingegner Rosa: ha 84 anni, ma è ancora sveglio e arzillo. La nostra documentazione puntuale non ne vanifica il mistero, che in qualche modo affonda assieme all’isola, perché tutte le ipotesi sulle sue finalità potevano essere assolutamente vere come essere assolutamente false. E’ una grande idea incompiuta e come tutte le idee incompiute ha un alone di mistero che la rende affascinante e che il suo creatore non fuga mai completamente”.

Questo messaggio è stato modificato da: annarita, 01 Lug 2009 – 22:52 [addsig]




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